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Albo Nazionale Gestori Ambientali: le misure di sicurezza sanitaria per le verifiche Responsabile Tecnico.

L’Albo Nazionale Gestori Ambientali, con Delibera n. 10 del 15 settembre 2021, ha definito le misure di sicurezza sanitaria da adottare in occasione dello svolgimento delle verifiche di idoneità dei Responsabili Tecnici, nelle sessioni di recupero e ordinarie previste dal settembre 2021.

Il calendario delle prossime verifiche è disponibile qui.

Leggi la Delibera Albo Nazionale Gestori Ambientali n. 10 del 15 settembre 2021.

Attività di spurgo: si cambia di nuovo! Lo spurghista è sempre produttore del rifiuto.

“Ribaltone” nel settore dello spurgo delle fognature e fosse settiche: il produttore del rifiuto è sempre il soggetto che effettua l’attività di spurgo o pulizia manutentiva.

I precedenti

Avevamo evidenziato in questo articolo come fosse prevista dalla normativa una diversa attribuzione della titolarità del rifiuto derivante dalle attività di;

  • pulizia manutentiva delle reti fognarie, CER 20 03 6 (il produttore del rifiuto veniva considerato lo spurghista/manutentore)
  • attività di espurgo pozzi neri, fosse settiche, vasche imhoff, bagni chimici, CER 20 03 04 (il produttore del rifiuto veniva considerato il proprietario della struttura- edificio, fossa, vasca etc.)

Le semplificazioni introdotte

Ora interviene il decreto semplificazioni (legge 29.07.2021 n° 108 di conversione del D.L. n° 77/2021 che all’articolo 35) con una effettiva “semplificazione” ovvero: lo spurghista diviene sempre il produttore del rifiuto.

Non vi saranno più, pertanto, FIR con indicazione del produttore il condominio, l’edificio, il proprietario dello stabile.

Inoltre, viene data l’importante concessione allo spurghista di considerare tali rifiuti in deposito temporaneo presso la propria sede, fino a conferimento in impianto e di utilizzare un unico documento di trasporto per automezzo e percorso di raccolta di tali tipologie di rifiuti (tale documento dovrà essere meglio definito dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali).

Resta ferma la necessità per tali operatori di iscriversi nella categoria 4 dell’A.N.G.A. per il trasporto di rifiuti non pericolosi nonchè all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi di cui all’articolo 1 della legge 6 giugno 1974, n. 298».

 

LEGGE 29 luglio 2021, n. 108

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure.  (GU Serie Generale n. 181 del 30-07-2021 – Suppl. Ordinario n. 26)

 

CONAI: ulteriori riduzioni dei contributi ambientali sugli imballaggi.

Dal 1 gennaio 2022, in arrivo ulteriori riduzioni sul Contributo Ambientale CONAI per quattro categorie di imballaggi.

Quali saranno le riduzioni di contributo dal 1 gennaio 2022?

Dopo la riduzione del contributo ambientale sugli imballaggi in carta, CONAI annuncia ulteriori riduzioni su quattro tipologie di materiali di imballaggio, a partire dal prossimo anno: acciaio, alluminio, vetro, plastica.

Il valore del CAC per l’acciaio scenderà da 18 €/tonnellata a 12 €/tonnellata.

Il valore del CAC per l’alluminio si ridurrà da 15 €/tonnellata a 10 €/tonnellata.

Il valore del CAC per il vetro scenderà da 37 €/tonnellata a 33 €/tonnellata.

Per la plastica è prevista l’introduzione di una ulteriore fascia contributiva (la nuova A2)

Cosa accadrà alle procedure semplificate per l’import?

Le riduzioni avranno effetti anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in €) diminuiranno conseguentemente da 0,20 a 0,19% per i prodotti alimentari imballati e da 0,10 a 0,09% per i prodotti non alimentari imballati.

Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi (tara) delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) scenderà dagli attuali 101 a 99 €/tonnellata.

Per ogni dubbio sulle tematiche CONAI, consulta il nostro servizio di professionisti esperti.

Approvate le Linee Guida per la classificazione dei rifiuti.

E’ stata approvata  nel mese di agosto una versione aggiornata delle Linee Guida per la Classificazione dei rifiuti, redatte dal  Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) – ente che svolge compiti fondamentali di attività ispettive nell’ambito delle funzioni di controllo ambientale, monitoraggio dello stato dell’ambiente – e che costituiranno riferimento tecnico ufficiale da utilizzare ai fini delle attività di competenza della pubblica amministrazione.

Le Linee guida sulla classificazione dei rifiuti erano già state redatte ed approvate con delibera del Consiglio SNPA n. 61/2019 del 27 novembre e pubblicate come Linee guida SNPA n. 24/2020.

Nelle premesse contenute nel documento viene così evidenziata la necessità di un aggiornamento: “per tener conto delle modifiche intervenute nella normativa nazionale si è reso necessario procedere ad un aggiornamento delle Linee guida. Unitamente all’aggiornamento dei riferimenti normativi sono state apportate limitate modifiche ed integrazioni finalizzate a rispondere ad alcune richieste di chiarimento formulate dagli operatori nella fase di applicazione delle Linee guida, senza alterare in alcun modo la struttura complessiva delle stesse.”

Ecco il testo completo delle Linee Guida per la classificazione dei rifiuti di SNPA.

In allegato alle Linee Guida è stato approvato, e ne fa parte integrante, il sottoparagrafo “3.5.9 Rifiuti prodotti dal trattamento meccanico/meccanico-biologico dei rifiuti urbani indifferenziati “

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali: novità e ulteriori proroghe.

  • Con Circolare n. 9 del 29 luglio 2021 è stata ulteriormente proroga la validità dei provvedimenti di iscrizione all’A.N.G.A.. A seguito della proroga dello stato di emergenza sanitaria, i provvedimenti in scadenza nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021, sono automaticamente prorogati al 31 marzo 2022.

 

 

  • Con Delibera n. 8 del 28 luglio 2021 è stata definita la nuova modulistica per il rinnovo dell’iscrizione alla categoria 6 delle imprese stabilite in Italia o nella UE che effettuano il solo trasporto transfrontaliero di rifiuti ai sensi dell’art. 194, comma 3, D . lgs. n  152/06.

 

  • Con Delibera n. 9 del 28 luglio 2021 sono state stabilite le modifiche e integrazioni alle Delibere n. 6 del 30 maggio 2017 e n. 1 del 10 marzo 2021, recanti requisiti del Responsabile Tecnico per la gestione dei rifiuti.
    Il provvedimento dispone la proroga del regime transitorio per i responsabili tecnici fino a 16 ottobre 2023 con la possibilità di sostenere la verifica di aggiornamento a partire dal 1 gennaio 2022.

Albo Nazionale Gestori Ambientali: chiarimenti per trasporto dei rifiuti urbani prodotti dalle aziende.

A seguito delle modifiche alla definizione di rifiuti speciali ed urbani introdotte dal D. Lgs. n. 116/2020, si era creata una situazione di impasse normativa con riferimento alla possibilità di trasporto dei rifiuti urbani (ex assimilati) derivanti dalle attività produttive con le iscrizioni nelle categorie 2-bis e 4 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Ora l’Albo interviene con Delibera n. 7 del 28 luglio 2021, chiarendo quanto segue:

  • con l’iscrizione alla categoria 2-bis si possono trasportare i rifiuti dell’allegato L-quater prodotti dalla propria attività e non conferiti al servizio pubblico
  • con l’iscrizione alla categoria 4 (trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi) si possono trasportare i rifiuti derivanti da attività diverse dalle domestiche, se non conferiti al servizio pubblico (rifiuti dell’allegato L-quater se prodotti dalle attività di cui all’allegato L-quinquies)

Leggi la Delibera n. 7 del 28 luglio 2021

Allegato L-quater e L-quinquies D. Lgs. n. 116/2020

Legge tedesca sugli imballaggi: estesi gli obblighi per chi esporta in Germania.

Novità che riguardano tutte le aziende che esportano prodotti imballati in Germania.

La legge tedesca sugli imballaggi VerpackG

I soggetti che immettono nel territorio tedesco merce imballata devono avere a che fare con una disciplina molto specifica e vincolante vigente nel territorio tedesco denominata VerpackG avente lo scopo di disciplinare il recupero dei materiali di imballaggio a fine vita, come in Italia avviene per mezzo del CONAI.

Tale disciplina è entrata in vigore il 1° gennaio 2019 in sostituzione della previgente ordinanza sugli imballaggi (VerpackV) ma ha subito delle progressive importanti e stringenti evoluzioni.

A chi si rivolge questa regolamentazione?

La VerpackG si rivolge a tutti coloro che immettono nel mercato tedesco imballaggi contenenti un bene destinato al consumatore finale.

Rientrano, pertanto, anche i casi di e-commerce.

Questa disciplina si basa sul principio della responsabilità estesa sul prodotto: chiunque commercializzi imballaggi contenti beni è responsabile del loro ritiro e riutilizzo.

Quali le novità ?

Il 20 gennaio 2021, il Governo tedesco ha approvato un pacchetto di modifiche alla VerpackG, che entreranno in vigore in base a scaglioni predefiniti, sia le disposizioni attuative della direttiva sulle plastiche monouso (SUP).

La disciplina riformata prevede l’estensione degli obblighi connessi all’importazione in Germania di imballaggi a tutte le categorie di imballi, anche quelli che finora erano rimasti esclusi.

L’applicazione effettiva sarà scaglionata nel tempo a partire già dal 3 luglio 2021.

Rinviamo alla lettura del documento redatta dalla DE International Italia Srl, società di servizi della CCIAA Italo-Germanica, che riporta tutte le novità e funge da riferimento per le aziende che necessitano di assistenza sull’argomento.

Leggi l’abstract con le novità sulla VerpackG.

Registro autorizzazioni al recupero: a breve attivo.

A breve sarà disponibile online il registro nazionale delle imprese autorizzate  in forma semplificata al recupero di rifiuti.

La possibilità di consultare l‘elenco degli operatori autorizzati, come avviene già da diversi anni per il settore del trasporto dei rifiuti attraverso il database reso disponibile dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, sarà estesa anche all’ambito del trattamento dei rifiuti , seppur parzialmente (solo per il recupero di rifiuti autorizzato in forma semplificata).

Nasce, infatti, il REcer, il Registro nazionale per la raccolta delle autorizzazioni rilasciate per lo svolgimento di operazioni di recupero ai sensi dell’art. 184-ter del D.lgs. 152/2006 (“Cessazione della qualifica di rifiuto”): gli utenti, sulla base delle abilitazioni stabilite dai rispettivi enti di competenza, potranno accedere tramite identità digitale  e consultare gli elenchi degli operatori.

Il Ministero della Transizione Ecologica ha reso disponibile un’area di test REcer per consentire a una serie di enti di sperimentare le funzionalità sviluppate effettuando operazioni di inserimento e pubblicazione dei dati, per il momento senza carattere di ufficialità.

scrivaniarecer.monitorpiani.it

Calendario verifiche Responsabile Tecnico per chi deve mantenere il ruolo.

Sessioni straordinarie e ordinarie per la verifica di mantenimento dell’idoneità del responsabile tecnico.

Come disposto dalla Delibera n. 3 del 3 giugno 2021 sono previste sessioni straordinarie della verifica d’idoneità per responsabili tecnici per la gestione dei rifiuti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
L’ANGA ha, infatti, pubblicato di recente il calendario di alcune sessioni di verifica straordinarie e contestualmente delle prossime  verifiche ordinarie, che si svolgeranno da settembre a dicembre 2021.

Cos’è la verifica di idoneità periodica del Responsabile Tecnico?

I Responsabili Tecnici attualmente abilitati ad operare si distinguono in due classi:

– R.T. che fruiscono del regime transitorio previsto dal D.M. n. 120/2014 e successiva Delibera attuativa n. 6/2017,  che possono conservare il ruolo precedentemente svolto presso le aziende, fino al termine del periodo transitorio di 5 anni stesso fissato il 16/10/2022.
– professionisti che hanno superato l’esame di accesso alla professione di R.T. disciplinato dall’ANGA e che devono periodicamente sottoporsi a verifiche di mantenimento dei requisiti di idoneità professionale (ogni 5 anni).
Stante la prossima scadenza del regime transitorio, i soggetti del primo gruppo dovranno superare la verifica di mantenimento dell’idoneità professionale per poter continuare ad esercitare il ruolo di R.T.; essi possono, a partire già dal 2 gennaio 2021, partecipare alle prove di verifica di idoneità.
Su tali scadenze ha in parte interferito la contingente emergenza sanitaria che non ha consentito il regolare svolgimento delle sessioni di verifica che ora l’ANGA sta cercando di recuperare.
Responsabili tecnici e verifiche di idoneità

A proposito delle verifiche di idoneità, con Deliberazione n. 5/2021 il Comitato gestori ha informato che dal 01/07/2021 i quiz relativi alla verifica di aggiornamento (modulo obbligatorio per tutte le categorie) sono pubblicati sul sito dell’Albo in una sezione dedicata e sono periodicamente aggiornati.

Cosa contiene il Modulo obbligatorio per la verifica di idoneità del responsabile tecnico?

Nel modulo obbligatorio per la verifica dell’idoneità professionale del Responsabile tecnico è necessario accertare  la preparazione teorica relativa  alla normativa  ambientale e, particolarmente, sui rifiuti, al fine di garantire  alle imprese  di dotarsi  di una  figura  professionale  consapevole degli obblighi  legislativi e degli adeguati comportamenti da adottare per una corretta gestione ambientale.

I quiz sono stati aggiornati in data 17 giugno 2021 (come riportato in Circolare del Comitato n. 6/2021).

Emissioni in atmosfera di sostanze nocive – Obbligo di relazione entro il 28 agosto 2021.

Entro il 28 agosto 2021 molte aziende autorizzate alle emissioni in atmosfera devono presentare una relazione obbligatoria relativa alla sostituzione di alcune sostanze particolarmente pericolose adottate nei loro cicli produttivi.

Cosa prevede la legge.

Le aziende in possesso di una autorizzazione alle emissioni in atmosfera che facciano utilizzo di determinate sostanze pericolose, dovranno provvedere alla sostituzione delle stesse nei loro cicli produttivi.
Questo prevede la disciplina vigente – art. 271 comma 7-bis D. Lgs. n. 152/06, come modificato dal D. Lgs. n. 102/2020 – avente la ratio di eliminare o ridurre il più possibile le emissioni derivanti dall’utilizzo di determinate sostanze pericolose. Pertanto, tali sostanze devono essere sostituite non appena tecnicamente ed economicamente possibile nei cicli produttivi da cui originano emissioni.

Gli operatori devono, quindi, effettuare delle valutazioni tecniche ed economiche con riferimento alla sostituibilità o meno di tali sostanze nei cicli di lavoro, e devono comunicarne l’esito all’ente competente attraverso la presentazione obbligatoria di una relazione.

Quali sono le sostanze pericolose da sostituire?

Le sostanze da considerare sono:
– sostanze/miscele classificate come cancerogene o mutagene o tossiche per la riproduzione (H340, H350, H360) in conformità al regolamento CLP 1272/2008;
– sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) ai sensi del regolamento REACH n. 1907/2006, incluse nella cosiddetta “candidate list” (echa.europa.eu/it/candidate-list-table).

Chi deve presentare la relazione e quando?

I gestori degli stabilimenti o delle installazioni in cui tali sostanze, singolarmente o in miscela, sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni, devono inoltrare all’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione per le emissioni in atmosfera, una relazione contenente:
– l’analisi delle alternative disponibili per la sostituzione,
– la valutazione dei rischi connessi a tale sostituzione,
– la verifica della fattibilità tecnica ed economica di tale sostituzione.

Gli stabilimenti autorizzati ed in esercizio devono presentare la prima relazione entro il prossimo 28 agosto 2021.
Successivamente la relazione dovrà essere presentata ogni cinque anni, a decorrere dalla data di rilascio o di rinnovo dell’autorizzazione.
Sulla base della relazione l’autorità competente può chiedere la presentazione di una domanda di aggiornamento o di rinnovo dell’autorizzazione.

Esenzione dall’obbligo di presentazione della relazione quinquennale.

Non sussiste l’obbligo di presentazione della relazione quinquennale per quelle attività soggette ad autorizzazione di carattere generale (per le quali l’utilizzo di tali sostanze era già preclusivo dell’adesione a tali autorizzazioni generali).

Le sanzioni per chi non presenta la relazione.

In caso di omessa presentazione della relazione nei termini si applica la sanzione prevista dall’articolo 279, comma 3, del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.500 euro.

Novatech Srl può aiutarti a valutare il tuo obbligo e a presentare la relazione.
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