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Etichettatura ambientale imballaggi: esclusi i prodotti soggetti ad etichetta energetica.

Il Ministero chiarisce con una nota l’esclusione dall’obbligo di etichettatura ambientale dei prodotti soggetti alla disciplina dell’etichetta energetica.

Come riferito in precedenza (leggi articolo), dal 1  gennaio 2023 è entrato in vigore l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi (ai sensi dell’art. 219 comma 5, del D.Lgs. n.152 del 2006).

Il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), con una propria nota di riscontro ad un interpello proveniente da Confindustria, ha fornito chiarimenti sull’etichetta ambientale degli imballaggi dei prodotti soggetti a etichettatura energetica, previste dal Regolamento UE 2017/1369 .

Il citato Regolamento prevede un obbligo di etichetta da apporre su alcune categorie di prodotti  (quali apparecchiature elettriche ed elettroniche e pneumatici) che rappresenti le informazioni su efficienza energetica, consumo di energia e di altre risorse da parte dei prodotti durante l’uso.

Con la nota di chiarimento il MASE ha chiarito che “nelle more dell’adozione dei previsti atti delegati da parte della Commissione europea, in considerazione della necessità di armonizzare le disposizioni recanti i diversi obblighi di etichettatura, le previsioni di cui all’art. 219, comma 5, del D.lgs. 152/2006 non si applicano alle segnalate tipologie di articolo, soggette alla disciplina di cui al Regolamento (UE) 2017/1369.”

Si aggiunge quindi una ulteriore categoria di prodotti, rispetto ai già segnalati dispositivi medici e farmaci (leggi la nota ministeriale), all’esclusione dall’obbligo di etichettatura ambientale, fino a nuove specifiche determinazioni degli enti competenti.

Leggi la nota del Ministero 

CONAI: entro febbraio le richieste di rimborso/esenzione per export

Entro il 28 febbraio è possibile attivare le procedure previste da CONAI per il recupero del contributo ambientale sugli imballaggi destinati alle esportazioni.

Il contributo CONAI sulle esportazioni si può evitare.

Gli imballaggi che escono dal territorio nazionale a seguito di esportazione, che siano stati assoggettati al contributo ambientale CONAI, possono essere oggetto di una richiesta di esenzione o di rimborso nei riguardi del Consorzio Imballaggi.

Esenzione ex ante, recupero ex post o compensazione?

Si tratta di procedure facoltative che devono essere attivate dall’ azienda interessata e che richiedono il mantenimento di una “contabilità” degli imballaggi per poter accedere alle istanze.

E’ possibile ottenere l’esenzione ex ante di una parte di contributo ambientale già all’atto dell’acquisto o importazione degli imballaggi; oppure richiedere il rimborso ex post sugli imballaggi assoggettati a contributo e poi esportati.

In alcuni casi può essere più conveniente attivare una procedura di compensazione tra import ed export che consente di liquidare solo il saldo a debito verso CONAI.

E’ utile una preventiva analisi dei flussi aziendali di imballaggi per capire quale sia la procedura più idonea per ogni azienda.

La tua azienda è esportatrice abituale? Verifica se hai diritto a una esenzione/rimborso da CONAI.

Consulta i nostri esperti di procedure CONAI per una verifica della tua situazione aziendale.

La scadenza è il 28 febbraio: contattaci subito.

CONAI: la nuova guida 2023 e le novità.

L’appuntamento annuale con la guida CONAI si rinnova anche per il 2023. E’ online il volume che contiene le novità e gli aggiornamenti per la corretta applicazione del Contributo Ambientale CONAI sugli imballaggi.

Dal 1 gennaio scende ulteriormente il valore dei contributi.

Dopo una prima tranche di riduzioni entrata in vigore già dal 1 luglio scorso, ecco che dal 1 gennaio 2023 sono entrati in vigore i nuovi valori dei contributi ambientali, con ulteriori riduzioni quasi su tutti i materiali.

Qui un riepilogo dei valori in vigore dal 1 gennaio.

– ACCIAIO 5,00 €/ton
– ALLUMINIO 7,00 €/ton
– CARTA
fascia 1 5,00 €/ton
fascia 2 CPL 25,00 €/ton
fascia 3 (composti tipo C) 115,00 €/ton
fascia 4 (composti tipo D) 245,00 €/ton
– LEGNO 8,00 €/ton
– PLASTICA
Fascia A1.1 20,00 €/ton
Fascia A1.2 60,00 €/ton
Fascia A2 150,0  €/ton
Fascia B1.1 20,00  €/ton
Fascia B1.2 20,00  €/ton
Fascia B2.1 350,00 €/ton
Fascia B2.2 410,00 €/ton
Fascia B2.3 550,00 €/ton
Fascia C 560,00 €/ton
–  PLASTICA BIODEGRADABILE E COMPOSTABILE 170,00 €/ton
– VETRO 23,00 €/ton

Le fasce della plastica sono diventate 9!

Continua il progetto di diversificazione del contributo ambientale sugli imballaggi in plastica che ora contano addirittura 9 fasce diverse di contributo (alle quali si aggiunge il contributo specifico per gli imballi in plastica biodegradabile e compostabile).

La diversificazione del contributo ha la finalità di incentivare l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili, collegando il livello contributivo all’impatto ambientale delle fasi di fine vita/nuova vita. Questo meccanismo complica un po’ la vita dei soggetti produttori ed utilizzatori coinvolti che devono destreggiarsi all’interno di un sistema sempre più complesso di classificazione degli imballaggi prodotti in questo materiale.

Ecco le 9 fasce in vigore dal 1 gennaio 2023 per gli imballaggi in plastica.

Il progetto di semplificazione.

Interessante l’avvio da parte del Consorzio Imballaggi di una iniziativa volta a semplificare e ridurre le dichiarazioni periodiche da presentare da parte dei produttori e/o commercianti di imballaggi.

Grazie ai dati presenti nella fatturazione elettronica, CONAI ambisce a ridurre notevolmente il volume di dichiarazioni attualmente obbligatorie da presentare da parte di tali soggetti, estrapolando i dati direttamente da quanto transita per il sistema gestito dall’Agenzia delle Entrate (con l’aiuto di soggetti terzi incaricati da CONAI).

Per ora il sistema è in fase di avvio sperimentale con un gruppo di aziende campione.

In fondo alla nuova guida è presente un’approfondita spiegazione dei criteri di transizione verso questa modalità (leggi qui).

Il calendario delle scadenze CONAI per il 2023.

Qui è riportata la sintesi degli appuntamenti con le scadenze CONAI per l’anno in corso.

La prossima importante scadenza è quella del 28 febbraio

Entro questa data devono essere presentare le richieste di esenzione ex ante o di rimborso ex post sulle esportazioni.

Contatta i nostri consulenti per verificare quali sono i tuoi obblighi e le possibilità di risparmio sul contributo ambientale CONAI.

Albo Gestori Ambientali: nuovi requisiti per trasporto transfrontaliero

L’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha modificato il requisito della capacità finanziaria richiesta alle imprese che effettuano il solo esercizio di trasporto transfrontaliero di rifiuti.

Il requisito della capacità finanziaria che devono dimostrare le imprese  che effettuano il solo esercizio di trasporto transfrontaliero di rifiuti viene ridotto, per ogni veicolo aggiuntivo al primo, da euro 5.000 a euro 900.

Così prevede la Deliberazione n. 8 del 15 dicembre 2022

“Il requisito di capacità finanziaria per l’iscrizione all’Albo nella categoria 6 si intende soddisfatto, per veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate, con un importo di euro novemila per il primo autoveicolo e di euro cinquemila per ogni veicolo aggiuntivo e, per veicoli di massa fino a 3,5 tonnellate, con un importo di euro novemila per il primo autoveicolo e di euro novecento per ogni veicolo aggiuntivo. Tale requisito è dimostrato con le modalità di cui all’articolo 11, comma 2, del decreto 3 giugno 2014, n. 120, ovvero mediante attestazione di affidamento bancario rilasciata da imprese autorizzate all’esercizio del credito secondo lo schema allegato sotto la lettera “C” alla Deliberazione n. 03 del 13 luglio 2016.”

Deliberazione n. 8 del 15 dicembre 2022
Modifiche alla deliberazione n. 03 del 13 luglio 2016 “Criteri, requisiti e modalità per
l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali nella categoria 6 (imprese che effettuano il
solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti di cui all’articolo 194, comma 3, del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152)”. Adeguamento della capacità finanziaria.

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti: calendario delle verifiche per il 2023

L’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha pubblicato il calendario per l’anno 2023 delle verifiche che abilitano all’esercizio del ruolo di Responsabile Tecnico per la Gestione dei Rifiuti per le iscrizioni alle categorie dell’Albo che richiedono la presenza obbligatoria di tale requisito.

Le iscrizioni possono essere effettuate, a partire da 60 giorni prima della data dell’esame, nella Sezione ESAME RT sulla home page del sito.

Ecco il calendario delle verifiche 2023.

Qui il link al sito dell’A.N.G.A. ove iscriversi.

 

Scopri il servizio di Novatech per l’assunzione dell’incarico di Responsabile Tecnico per la Gestione dei Rifiuti.

Etichettatura ambientale imballaggi: dal 1 gennaio in vigore l’obbligo.

Ormai ci siamo: l’etichettatura ambientale degli imballaggi si è salvata quest’anno dalla scure del decreto milleproroghe ed è in partenza dal 1 gennaio 2023.

L’avvio dell’obbligo il 1 gennaio 2023

Dopo numerose false partenze e rinvii susseguitisi uno dopo l’altro, finalmente parte l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi.

Dal 1 gennaio sarà obbligatorio apporre su tutti gli imballaggi le diciture di legge che sono necessarie a guidare il consumatore finale nella corretta raccolta differenziata dei materiali di imballaggio.

Ne abbiamo parlato numerose volte in questi ultimi due anni e ora riassumiamo in forma sintetica gli obblighi vigenti dal nuovo anno.

Gli obblighi in breve.

Come spiegato ed esemplificato in maniera esaustiva dalle linee guida di CONAI e da quelle ufficializzate dal Ministero dell’Ambiente, gli obblighi sono diversi a secondo del settore cui gli imballaggi sono destinati:

  • imballaggi destinati al settore industriale (BtoB): obbligatoria l’indicazione del materiale di cui è costituito l’imballo, utilizzando le diciture di cui alla Decisione n. 129/97/CE (es. “HDPE 2”)
  • imballaggi destinati dal settore domestico (BtoC): obbligatoria l’apposizione della sigla del materiale (come sopra) affiancata dall’indicazione della frazione della raccolta differenziata in cui conferire il rifiuto di imballaggio (es. “HDPE 2, raccolta plastica”).

La scelta digitale

Molto utile e pratica la scelta del Ministero dell’Ambiente di promuovere la possibilità di ottemperare agli obblighi di etichettatura obbligatoria degli imballaggi anche attraverso i canali digitali (sito web, qr-code, codice a barre, etc), che possono sostituire completamente o integrare le informazioni riportate direttamente sull’imballaggio.

Le scorte di magazzino.

Molto corretta dal punto di vista ambientale anche la scelta di consentire alle aziende di esaurire le scorte di magazzino, ovvero gli imballaggi non ancora conformi ai requisiti di legge a partire dal 1 gennaio 2023.
Potranno, pertanto, essere commercializzati gli imballaggi – anche se vuoti – che siano stati etichettati (che quindi già siano stampati, o per i quali sia già stata prodotta/apposta l’etichetta) prima del 31/12/2022; oppure gli imballaggi che siano stati acquistati da parte degli utilizzatori di imballaggio dai propri fornitori prima del 31/12/2022.
In tali casi la data di approvvigionamento potrà essere tracciata mediante i documenti di acquisto della merce.

Ancora dubbi?

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ADR per speditori: una nota del Ministero dei Trasporti estende le esenzioni dalla nomina del consulente.

In una nota divulgata dal Ministero dei Trasporti, si afferma l’estensione delle esenzioni dalla nomina del consulente ADR previste per i trasportatori anche agli speditori.

Fino a ieri sembrava non esserci alcuno spazio per estendere le esenzioni anche alla figura dello speditore, nemmeno occasionale di merci/rifiuti pericolosi; questo comporterebbe l’obbligo di nomina del consulente ADR anche per minime e sporadiche spedizioni.

Tale estensione, seppur richiesta da più parti, interviene con lo strumento di una nota ministeriale che lascia alcuni dubbi rispetto alla sua efficacia essendo in palese contraddizione con il testo dell’ADR 2021 e 2023 e con il decreto sopracitato, che non prevedono la possibilità di esenzione dalla nomina del consulente ADR per gli speditori.

Il contenuto della nota Ministeriale sull’ADR.

La nota Ministeriale 21 dicembre 2022, n. 40141 afferma che in Italia le esenzioni, disciplinate dal decreto ministeriale 4 luglio 2000 e chiarite dalla relativa circolare 14 novembre 2000, n. A26, applicabili alle altre figure coinvolte nel trasporto, si applicano anche agli speditori che si trovano nelle medesime condizioni operative.

La nota ministeriale prevede che anche per gli speditori non sussiste l’obbligo di nominare il consulente ADR se:

  • le attività di spedizione riguardano quantitativi, per ogni unità di trasporto, che non superano i limiti definiti al punto 1.1.3.6. e al punto 1.7.1.4 come pure ai capitoli 3.3, 3.4 o 3.5 (punto 1.8.3.2, lettera a), dell’accordo ADR);
  • nel caso in cui le aziende non effettuano, a titolo di attività principale o accessoria, trasporti di merci pericolose od operazioni d’imballaggio, di riempimento, di carico o scarico connesse a tali trasporti, ma che effettuano occasionalmente trasporti nazionali di merci pericolose, o operazioni d’imballaggio, di riempimento, di carico o scarico connesse a tali trasporti che presentano un grado di pericolosità o un rischio di inquinamento minimi (merci o rifiuti di categoria di trasporto 3 o 4). Per l’applicazione di questa esenzione è previsto l’invio della comunicazione alla Motorizzazione all’inizio di ogni anno solare.

Il regime ADR resta comunque vigente (anche senza nomina del consulente).

Rimane comunque l’obbligo per gli speditori e per tutti gli operatori coinvolti di rispettare le prescrizioni sancite dall’Accordo ADR, compreso l’obbligo di formazione del personale, anche nelle condizioni di non obbligatorietà dalla nomina del consulente per la sicurezza.

Cerchi un professionista abilitato al ruolo di consulente ADR/RID?

Novatech offre da molti anni un servizio di consulenza per il trasporto di merci pericolose e la figura di un professionista abilitato al ruolo di consulente ADR/RID.

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Consulente ADR per speditori: le esenzioni dal 2025.

Entra in vigore l’obbligo di nomina del consulente ADR/RID per gli speditori, a partire dal 1 gennaio 2023, nonostante la  futura edizione dell’ADR già preveda l’estensione delle esenzioni a partire dal 2025.

L’obbligo per gli speditori.

Come avevamo già anticipato, a partire dal 1 gennaio 2023, gli speditori di merci (e rifiuti) soggetti al trasporto in regime ADR/RID, sono obbligati alla nomina di un consulente ADR/RID.
Le esenzioni previste per i trasportatori, non sono al momento estensibili anche alla figura dello speditore.

Ciò implica l’obbligo di nomina anche in casi di spedizioni occasionali e/o minimali di merci e rifiuti soggette al regime ADR/RID.

Accettata la modifica proposta da U.K.

Il gruppo di esperti del comitato europeo del trasporto merci pericolose ha accettato la proposta di modifica da parte del Regno Unito  che prevede i casi di esenzione dall’obbligo di nomina per gli speditori, ma con entrata in vigore con l’edizione 2025 dell’ADR (documento ECE/TRANS/WP.15/AC.1/166)

Il vuoto normativo verrà quindi colmato solo nella prossima edizione dell’accordo ADR del 2025.

Fino a quando la nuova disposizione non verrà recepita nell’ADR 2025 e poi nella normativa italiana, rimane l’obbligo di nominare il consulente per gli speditori di quantitativi piccoli o occasionali di merci pericolose o di rifiuti pericolosi.

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Etichettatura ambientale imballaggi: ora ufficiali le linee guida ministeriali.

Sono finalmente ufficiali le linee guida redatte dal Ministero dell’Ambiente per la corretta etichettatura ambientale degli imballaggi.

Conto alla rovescia alla scadenza del 1 gennaio 2023.

Poche settimane ci separano dalla data di entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi sul territorio nazionale.

Dal 1 gennaio 2023 tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere conformi a quanto previsto dalla disciplina nazionale in tema di etichettatura ambientale, ossia le indicazioni che devono essere comunicate al consumatore per guidarlo nella corretta differenziazione dei rifiuti di imballaggio.

Le linee guida di CONAI e quelle del Ministero dell’Ambiente.

L’adempimento, previsto dall’art. 219, comma 5, del D. Lgs n. 152/2006, è stato oggetto di approfondita trattazione negli ultimi due anni soprattutto da parte di CONAI, che ha svolto un importante lavoro di diffusione attraverso webinar, un apposito sito tematico e con la redazione di linee guida generali e settoriali.

Tale attività tecnica è stata di supporto al Ministero dell’Ambiente nella redazione delle linee guida, ora rese ufficiali sul sito del dicastero.

Le linee guida ministeriali ricalcano quelle predisposte da CONAI, confermandone i principi e i contenuti tecnici.

Etichettatura digitale ed esaurimento scorte di magazzino.

Viene dato ampio spazio alla possibilità per le aziende di ottemperare agli obblighi di etichettatura attraverso i canali digitali, consentendo una linea più morbida e meno impattante per le aziende della filiera imballaggio che si devono ancora regolarizzare.

Importante anche la clausola di salvaguardia legata alla possibilità di “consumare” le scorte di magazzino.

“Possono essere commercializzati gli imballaggi – anche se vuoti – che siano stati etichettati (che quindi già siano stampati, o per i quali sia già stata prodotta/apposta l’etichetta) prima del 31/12/2022; oppure gli imballaggi che siano stati acquistati da parte degli utilizzatori di imballaggio dai propri fornitori prima del 31/12/2022.”

Diventa importante a tale scopo poter dimostrare che la merce sia stata acquistata prima del 31/12/2022 potendo tracciare gli acquisti con idonea documentazione avente data antecedente l’entrata in vigore del 1 gennaio 2023.

Sono ancora molti sono i dubbi sull’argomento: parlane con l’esperto contattando i nostri uffici.

Plastic tax: pronto un ulteriore rinvio?

Nel testo della legge di bilancio 2023, proposta in questi giorni dal Consiglio dei Ministri, è presente un ulteriore rinvio dell’entrata in vigore della cosiddetta “plastic tax”, l’imposta sui manufatti monouso in plastica (MACSI).

Plastic tax e sugar tax: due tributi mai nati.

L’imposta sui manufatti in plastica monouso non dovrebbe vedere la luce con il nuovo anno: il governo appena insediato, ha inserito nel disegno di legge di bilancio un ulteriore rinvio al 1 gennaio 2024, che ripete quanto già accaduto tre volte  negli ultimi anni.

Stesso destino per la “sugar tax” destinata a colpire le bevande zuccherate, anch’essa più volte rinviata.

Nelle intenzioni del governo neo-insediato ci sarebbe, infine, l’abolizione definitiva delle due imposte, mai entrate a regime.

Cos’è la plastic tax e quali prodotti dovrebbe colpire?

La plastic tax è pensata come un’imposta sui manufatti monouso in plastica allo scopo di disincentivare il ricorso alla “plastica usa e getta” e aumentare l’impiego di materie prime da recupero/riciclo.

Verrebbero coinvolti, a vario titolo, dai meccanismi applicativi della plastic tax tutti i soggetti della filiera produttiva e distributiva dei MACSI (fabbricanti, venditori, importatori), con un impatto notevole nei processi produttivi e amministrativi-contabili.

Come prepararsi alla plastic tax?

Le modalità di determinazione e applicazione di questo tributo sono risultate, nella bozza presentata dall’Agenzia delle Dogane, molto complesse. Richiedono una contabilità molto dettagliata da parte dei soggetti coinvolti, l’iscrizione ad un apposito registro pubblico e una serie di dichiarazioni periodiche di particolare complessità.

Si consiglia di tenere monitorati i futuri sviluppi di questa imposta in stato embrionale, in quanto l’eventuale entrata in vigore a partire dal 2024 potrebbe generare la disponibilità di dati e prassi contabili finora non necessarie nella realtà aziendale e che diverrebbero in tal caso indispensabili.

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