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Archivio per Categoria Approfondimenti

MITE: interventi del PNRR per l’economia circolare

A breve verranno pubblicati i decreti del MITE (Ministero della Transizione Ecologica) per finanziare un miliardo e mezzo di investimenti in infrastrutture a supporto della raccolta differenziata e per gli impianti di riciclo.

La misura punta a conseguire gli obiettivi di riciclo fissati dalla normativa comunitaria, che prevede che al massimo il 10% dei rifiuti finisca in discarica e che il 65% venga invece riciclato.

“La buona notizia – annuncia il ministro Cingolani – è che mettiamo in moto l’altro grande filone di interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quello dedicato all’economia circolare. I progetti partiranno già nelle prossime settimane”.

Gli investimenti comprendono misure di potenziamento, digitalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata e si muovono secondo tre assi: infrastrutturazione della raccolta differenziata, impianti per il riciclo delle frazioni della differenziata e flussi critici.

“Bisogna migliorare sia la quantità che la qualità di quello che viene raccolto – prosegue il ministro Cingolani – e l’introduzione di nuove tecnologie faciliterà la raccolta per i cittadini”.

Il 60% degli investimenti sugli impianti di riciclo andrà al Centro-Sud. Una particolare attenzione verrà dedicata alla frazione organica che oggi costituisce il 30% circa di tutta la produzione di rifiuti e che dovrà essere valorizzata per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e di decarbonizzazione.

Altro capitolo importante del progetto “Città circolari” del Mite riguarda i rifiuti speciali, come i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione che oggi costituiscono una criticità spesso affrontata con strumenti emergenziali e che invece saranno sfruttati al meglio nell’ottica del modello di economia circolare.

Fonte: https://www.mite.gov.it/comunicati/dal-mite-un-miliardo-e-mezzo-la-raccolta-differenziata-e-il-riciclo

Formazione sui rifiuti: alcuni interessanti webinar di Albo Gestori e CCIAA

Le sezioni regionali dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, in collaborazione con il sistema delle Camera di Commercio, organizzano alcuni interessanti webinar nel settore della gestione dei rifiuti.

I seminari, rivolti ad imprese, consulenti ed associazioni di categoria, hanno contenuti che comprendono le nozioni fondamentali sulla normativa di riferimento, sulla tracciabilità nella digitalizzazione degli adempimenti e sull’istituzione del Registro Elettronico Nazionale, nonchè sulla classificazione dei rifiuti.

Programmi ed iscrizione agli eventi sul sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

 

Ecomondo 2021: si torna a Rimini!

Ritorna, dal 26 al 29 ottobre 2021, in presenza presso il quartiere fieristico di Rimini, la 24° edizione di Ecomondo, la fiera sulle tecnologie green e gli eventi sulle tematiche della sostenibilità ambientale.

 

Dopo l’edizione interamente digitale svoltasi nel 2020, Ecomondo ritorna a popolare quest’anno la Fiera di Rimini con una ricca serie di manifestazioni sui temi dell’economia circolare, della tecnologia 4.0 e con eventi di formazione e informazioni sulle tematiche ambientali e della sostenibilità.

La Fiera di carattere internazionale, propone esposizioni e dibattiti nei settori di rifiuti e risorse, bioeconomia circolare, bonifiche e rischio geologico, acque.

Ospita, inoltre, nel suo seno la decima  edizione degli “Stati Generali della Green Economy“, appuntamento annuale di elaborazione strategica, aperta e partecipata che vede il coinvolgimento dei principali stakeholder della green economy italiana.

Per ogni dettaglio organizzativo ed informazioni: ecomondo.com

 

Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile: 18 settembre-8 ottobre.

Cos’è la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile?

Lo scopo di questa kermesse internazionale è di incentivare eventi ed attività che promuovano lo sviluppo sostenibile condividendole, a livello europeo, su una piattaforma comune, accrescendo la consapevolezza sulle tematiche dello sviluppo sostenibile e dell’Agenda 2030.

Chi sono i soggetti coinvolti?

Tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, a livello nazionale e territoriale sono invitati ad impegnarsi attivamente, con azioni concrete, per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Cosa accadrà in Italia?

In Italia, l’iniziativa rappresenta anche un’occasione per rendere visibili risultati e iniziative relative all’attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) e delle strategie regionali e locali, organizzate dai soggetti istituzionali e dai portatori di interesse della società civile impegnati nelle sfide ambientali, economiche e sociali per lo sviluppo sostenibile, a partire dagli attori coinvolti nel Forum per lo Sviluppo Sostenibile e nei meccanismi di partecipazione realizzati a livello nazionale, regionale e locale.

Come partecipare?

Le iscrizioni sono aperte a tutte le tipologie di soggetti (istituzioni, agenzie, centri di ricerca, musei, fondazioni, istituzioni scolastiche, università, imprese, associazioni, organizzazioni non governative, singoli cittadini, ecc.) e iniziative senza scopo di lucro (convegni, workshop, meeting, mostre, progetti, ecc.).

Per partecipare registrati sul sito di ESDW.

(fonte: mite.gov.it)

Spurgo fosse settiche: quando obbligatorio il registro di carico/scarico rifiuti.

Non sarà sfuggito ai più attenti che tra i “ritocchi” al D. Lgs. n 152/06 apportati dal D. Lgs. n. 116/2020 rientra anche una disposizione relativa alla definizione quali rifiuti speciali dei rifiuti derivanti dallo spurgo delle fosse settiche e reti fognarie.

Qual’è la novità? Chi deve registrare?

In passato non era mai stato chiarito con esattezza se tali liquami, derivanti da attività di pulizia manutentiva o di spurgo, fossero da annoverare nei rifiuti urbani o nei rifiuti speciali.

Ora il quadro è stato chiarito e, quindi, cerchiamo di riportarlo qui di seguito nella forma più semplificata possibile:

  • i rifiuti derivanti dalla pulizia manutentiva delle fosse collegate alla rete fognaria (quali sedimenti e incrostazioni che vengano da esse rimosse) sono da intendersi come rifiuti speciali prodotti dal soggetto che effettua la pulizia manutentiva; sono da classificare con codice CER 20 03 06 “rifiuti prodotti dalla pulizia delle acque di scarico”; il FIR verrà emesso indicando come soggetto produttore lo spurghista e questi dovrà provvedere alla registrazione sul suo registro rifiuti e alla dichiarazione MUD. Il soggetto che effettua l’attività di pulizia manutentiva deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria specifica (categoria 2-bis oppure 4 o 5).

 

  • i rifiuti derivanti dallo spurgo di pozzi neri, fosse settiche, vasche Imhoff, bagni chimici, tutti “contenitori” che non sono collegati alla rete fognaria, sono da intendersi come rifiuti del soggetto titolare della fossa (abitazione privata, condominio, ristorante, hotel, edificio pubblico, etc.). Pertanto, saranno classificati con codice CER 20 03 04 “fanghi delle fosse settiche”; il FIR dovrà riportare come produttore del rifiuto il proprietario della fossa e la registrazione dovrà avvenire da parte di quest’ultimo secondo le regole generali (aziende ed enti con più di 10 dipendenti sono obbligate alla registrazione anche dei rifiuti non pericolosi, quali sono questi). Il soggetto che effettua l’attività di spurgo deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria specifica (categorie 4 o 5).

Quali i riferimenti di legge?

I riferimenti da cui derivano tali disposizioni sono:

  • art. 184, comma 3 lett. g,  del D Lgs n. 152/2006 come modificato dal D Lgs n. 116/2020, sono rifiuti speciali “g)  i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue, nonché i rifiuti da abbattimento di fumi, dalle fosse settiche e dalle reti fognarie;”
  • circolare interpretative del MiTe del 14 maggio 2021
  • art. 190  Registro cronologico di carico e scarico: obbligo di registrazione  per i rifiuti non pericolosi per le imprese e gli enti produttori iniziali che hanno più di dieci dipendenti.

RENTRI: avviata la sperimentazione.

Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti

E’ in fase di avvio la sperimentazione del Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti (in acronimo RENTRI): lo strumento digitale messo a disposizione dal Ministero della Transizione Ecologica, con la collaborazione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che dovrebbe nel tempo sostituire le attuali registrazioni cartacee di registro di carico/scarico rifiuti e  formulari di trasporto.

Diversamente da quanto accaduto con la travagliata esperienza del SISTRI, questo nuovo progetto digitale appare come frutto di una concertazione delle parti: Ministero della Transizione Ecologica, società informatica del sistema Camerale -Ecocerved, Albo Nazionale Gestori Ambientali, software house del settore rifiuti.

Se ne possono seguire le tracce sul sito dedicato: prototipo.rentri.it

Nell’attesa di conoscere l’evoluzione di tale strumento, risulta pienamente operativo il sistema di vidimazione digitale dei formulari di trasporto rifiuti, istituito con il ViViFIR di cui abbiamo già illustrato il funzionamento.

 

 

Mobility Manager: esteso l’obbligo di nomina sopra i 100 dipendenti.

Nel D. L. Rilancio è prevista la riduzione della soglia a 100 dipendenti per l’obbligo di nomina del mobility manager aziendale e di redazione del piano di mobilità casa-lavoro.
Le aziende devono essere situate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o comunque in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti

Chi è il mobility manager e cosa fa?

La figura del mobility manager è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 1998 con lo scopo di gestire i flussi di spostamenti dei dipendenti nelle tratte casa-lavoro-casa e contribuire così al contenimento e alla riduzione delle emissioni in atmosfera.

L’obbligo di nomina era previsto fino al 2019 per gli enti pubblici con più di 300 dipendenti e per le realtà produttive con almeno 800 unità di personale, e solamente in alcuni comuni identificati come a rischio inquinamento atmosferico.

Il compito principale di  questa figura professionale è di studiare ed adottare nella realtà aziendale o nell’ente pubblico  un Piano Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL).
Il piano deve essere adottato entro il 31 dicembre di ogni anno e trasmesso al Comune di collocazione entro i successivi 15 giorni.

Si tratta di uno strumento di pianificazione per la razionalizzazione degli spostamenti del personale finalizzato a migliorare la raggiungibilità dei luoghi di lavoro e ottimizzare gli spostamenti dei propri dipendenti.

Le novità nel decreto Rilancio e la prima scadenza.

Con il recente Decreto Rilancio, la sua adozione obbligatoria è stata estesa a tutte le società con 100 o più dipendenti localizzati in comuni, capoluoghi di provincia e regione e città metropolitane con popolazione superiore a 50 mila abitanti.

Le nuove disposizioni entrano in vigore il 27 maggio 2021 e, in fase di prima applicazione, le aziende devono adottare il PSCL entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore: entro il 23 novembre 2021.

 

MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
DECRETO 12 maggio 2021
Modalita’ attuative delle disposizioni relative alla figura del mobility manager.

 

Transizione ecologica: che cos’è e che funzioni ha il nuovo Ministero della Transizione Ecologica.

Cosa si intende per Transizione Ecologica e cos’è il PNRR?

E’ il tema del momento: la transizione ecologica nella quale si dovrà impegnare il nostro Paese per poter accedere ai fondi del Recovery Fund, lo strumento di aiuti dell’Unione Europea per rilanciare gli stati membri dopo la crisi dovuta alla pandemia di COVID-19.

Per accedere ai fondi del programma Next Generation EU, è necessario che sia formulato da ciascuno stato membro un Piano nazionale di ripresa e resilienza in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

La transizione ecologica è quel processo di innovazione tecnologica che coinvolge aziende e persone, che non tiene conto solo dei profitti economici, ma mette in primo piano il rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale.
Richiede una trasformazione radicale nel sistema produttivo, nella produzione di energia e nello stile di vita delle persone verso un modello sostenibile che sia in grado di arrecare meno danno possibile all’ambiente.

Il nuovo Ministero della Transizione Ecologica.

Ecco allora che si è resa necessaria la trasformazione del dicastero del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel rinnovato Ministero della Transizione Ecologica (MiTE).

Al nuovo ministero sono sono state altresì attribuite funzioni in materia energetica, precedentemente assegnate al ministero dello sviluppo economico.

Il nuovo MIT e il CITE

Con il medesimo decreto è stato anche ridenominato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile ed è stato istituito il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE).

Il CITE è il comitato presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, in sua vece, dal Ministro per la Transizione Ecologica ed è composto da 5 Ministri: Sud, Transizione Ecologica, Economia, Sviluppo Economico, Infrastrutture con il compito di approvare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del dl, il Piano per la Transizione Ecologica, al fine di coordinare le politiche in materia di mobilità sostenibile, contrasto al dissesto idrogeologico, risorse idriche e infrastrutture collegate, qualità dell’ aria, economia circolare.

Il Piano individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento, il cronoprogramma, nonchè le amministrazioni competenti all’attuazione delle singole misure.

 

Testo del D.L. 1 marzo 2021, n. 22 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 51 del 1° marzo 2021) coordinato con la legge di conversione 22 aprile 2021, n. 55, recante: «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri.».

Sottoprodotti di origine animale: una risorsa per l’economia circolare.

In un tempo in cui ogni scarto della produzione può essere utilmente impiegato per altri scopi, è utile conoscere gli impieghi dei sottoprodotti delle lavorazioni alimentari nei quali Novatech Srl è particolarmente specializzata e assiste importanti aziende del settore.

Cosa sono i Sottoprodotti di Origine Animale (S.O.A.)?

La gestione e il trattamento dei  sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano (S.O.A.) sono disciplinati dal regolamento 1069/2009/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio “Recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale)”.

sottoprodotti di origine animale si ottengono prevalentemente:

  • durante la macellazione di animali destinati al consumo umano,
  • durante la produzione di prodotti di origine animale come i prodotti lattiero-caseari,
  • durante lo smaltimento dei cadaveri di animali e nell’ambito di provvedimenti di lotta alle malattie.

Perchè i S.O.A. vanno trattati in modo adeguato?

I SOA devono ricevere uno specifico trattamento perchè costituiscono un rischio potenziale per la salute pubblica e degli animali nonché per l’ambiente.

Questo rischio deve essere tenuto sotto controllo in modo adeguato.
Le modalità possono essere:

  • o destinare  tali prodotti a sistemi di smaltimento sicuri
  • oppure utilizzare i SOA a fini diversi, a condizione che trovino applicazione requisiti rigorosi che riducono al minimo i rischi sanitari connessi. Ad esempio, le farine animali utilizzate per l’alimentazione per gli animali.

Quali sono le categorie dei sottoprodotti di origine animale?

I S.O.A. si suddividono in:

  • materiali di categoria 1: tutte le parti di animali sospettati di essere affetti da BSE (encefalopatia spongiforme bovina) o che devono essere abbattuti per eradicazione BSE; animali da compagnia, da giardino zoologico e da circo; animali selvatici che si sospetta siano affetti da malattie trasmissibili all’uomo;
  • materiali di categoria 2 : tutti i sottoprodotti diversi dalla categoria 1 e i prodotti di origine animale contenenti residui di farmaci o agenti contaminati oltre i limiti comunitari; lo stallatico e il contenuto del tubo digerente;
  • materiali di categoria 3: tutti i sottoprodotti derivanti da animali idonei al consumo umano ma ad esso non destinati per motivi commerciali o problemi di lavorazione o difetti di imballaggi o perchè scaduti.

Che servizi offre Novatech Srl per i Sottoprodotti di Origine Animale?

Per la gestione dei S.O.A.Novatech S.r.l. si appoggia ad operatori ed impianti specializzati, autorizzati al trasporto degli stessi ed al loro appropriato trattamento.

Contatta i nostri uffici per ogni informazione a riguardo.

Trasporto merci pericolose: adeguamenti di ADR, ADN e RID.

Con Direttiva della Commissione Europea n. 2020/1833 del 2 ottobre 2020 vengono modificati gli allegati della direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio con riferimento all’adeguamento al progresso scientifico e tecnico delle disposizioni stabilite in accordi internazionali sul trasporto di merci pericolose su strada, per ferrovia o per vie navigabili interne.

Vengono di conseguenza adeguati gli allegati delle direttive ADR, ADN e RID ivi richiamati con effetto dal 1 gennaio 2021.

Gli strati membri dovranno adottare le relative modifiche alle disposizioni nazionali entro il 30 giugno 2021.

Leggi la Direttiva delegata (UE) 2020/1833 della Commissione del 2 ottobre 2020 che modifica gli allegati della direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’adeguamento al progresso scientifico e tecnico (Testo rilevante ai fini del SEE).


Conosci il nostro servizio di consulenza per il trasporto di merci pericolose? Contattaci per ogni informazione in merito.

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