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Responsabile Tecnico Gestione rifiuti: un professionista qualificato.

Chi è il Responsabile Tecnico?

Il Responsabile Tecnico per la Gestione dei Rifiuti è una figura la cui nomina è obbligatoria per le imprese iscritte ad alcune delle categorie dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. E’ un professionista – che può essere individuato nel personale interno all’azienda oppure reperito esternamente – che pone in essere tutte le azioni necessarie a garantire la corretta gestione dei rifiuti, svolgendo la propria attività in maniera effettiva e continuativa.

Cosa cambia nel 2023?

I Responsabili Tecnici già operativi prima della riforma di questo ruolo (avvenuta nel 2017),  dovranno, entro ottobre del 2023, sostenere un esame certificato (verifica di idoneità) per poter continuare a mantenere la propria qualifica professionale.

La normativa salvaguarda l’attività esercitata e garantisce lo svolgimento del ruolo di Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti per tutte le categorie per le quali tale incarico era già  incaricato in azienda alla data del 16 ottobre 2017. Tuttavia, pone un obbligo di aggiornamento per il mantenimento della qualifica, accertato con una verifica di idoneità da sostenere presso le Sezioni Regionali dell’Albo, nelle sessioni da queste stabilite.

Da quando posso provare a sostenere gli esami?

Dopo vari rinvii causati dall’emergenza sanitaria, sono riprese le sessioni di esame a partire da gennaio 2022.

Il Comitato nazionale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha approvato il calendario delle verifiche per Responsabili Tecnici per l’anno 2022 (art. 13 comma 1 D.M. 120/2014) .

Non puoi sostenere l’esame o non hai tempo per sostenere le verifiche?

Novatech al suo interno vanta più di un Responsabile Tecnico certificato, costantemente aggiornato dal punto di vista tecnico, normativo e con anni di esperienza nelle diverse categorie e classi previste dall’ANGA.

Fissa un incontro per avere informazioni sul servizio senza impegno o per un preventivo personalizzato.

 

Codici CER “99”: le precisazioni dell’Albo Gestori Ambientali.

L’utilizzo dei codici CER che terminano con le cifre “99” è soggetto a restrizioni ancor più dettagliate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali: così è specificato nella Circolare n. 4 del 26 aprile 2022.

Utilizzo dei codici CER che terminano con le cifre 99

Nella prassi di classificazione dei rifiuti mediante attribuzione del codice CER, l’utilizzo dei codici aventi le ultime due cifre finali corrispondenti a “99” è sempre stato limitato a casistiche residuali e molto specifiche. L’Albo Nazionale Gestori Ambientali, nel rilasciare i provvedimenti per la gestione (trasporto) di tali rifiuti, ha sempre richiesto che il rifiuto venisse dettagliato in modo da esprimere in modo preciso di quale rifiuto si tratti e da non considerarlo come un “contenitore generico” di rifiuti non specificati altrimenti.

Le precisazioni dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali

Ora con la nuova circolare n. 4 del 2 aprile 2022, l’A.N.G.A. chiarisce in modo  ancora più  stringente quali sono le condizioni per l’utilizzo nei provvedimenti da esso rilasciati dei cosiddetti codici 99:

1. il codice CER deve essere adeguatamente descritto;
2. deve essere presente alternativamente:

  • una dichiarazione a firma del produttore del rifiuto che descriva le modalità di classificazione secondo le disposizioni della decisione n. 2014/955/Ue e del Reg. (Ue) n. 1357/2014 e delle Linee guida sulla classificazione dei rifiuti di cui alla delibera del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente del 18 maggio 2021, n.105, approvate con Decreto  Direttoriale del Ministero della Transizione Ecologica n. 47 del 9 agosto 2021;
  • una relazione dettagliata a firma del Responsabile Tecnico che dimostri, sulla base di evidenze dettate da prassi consolidate nell’ambito di distretti, comparti produttivi o di specificità territoriali, la necessità di utilizzare uno specifico codice 99 opportunamente descritto.

Hai dubbi sui tuoi provvedimenti di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali? Rivolgiti ai nostri esperti per ogni chiarimento.

ADR: il nuovo accordo Multilaterale M343.

L’Italia ha sottoscritto in data 08/02/2022 l’Accordo Multilaterale M343 che permette di utilizzare imballaggi non omologati per adesivi, pitture e materie simili alle pitture, inchiostri da stampa e materie simili agli inchiostri da stampa e resine in soluzioni.

Tali prodotti sono classificati pericolosi per l’ambiente, con UN 3082 materia pericolosa per l’ambiente, liquida, n.a.s., gruppo di imballaggio III, a causa della presenza dei seguenti biocidi, da soli o in combinazione, in concentrazione ≥ 0,025 %:

  • 4,5-dichloro-2-octyl2H-isothiazol-3-one (DCOIT, CAS 64359-81-5)
  • octhilinone (OIT, CAS 26530-20-1);
  • zinc pyrithione (ZnPT, CAS 13463-41-7)

Queste merci pericolose possono essere trasportate in imballaggi di acciaio, di alluminio, altri metalli o di plastica non omologati, se trasportate in quantità ≤ 30 litri per imballaggio, nelle seguenti modalità:

  • in carichi pallettizzati, in pallet box o altre unità di carico, ad es. singoli imballaggi collocati o impilati e fissati mediante reggetta, termoretraibile o fascia elastica o altro mezzo idoneo a un pallet;
  • come imballaggi interni di imballaggi combinati con una massa netta massima dell’imballaggio combinato di 40 kg.

Tutte le altre pertinenti disposizioni dell’ADR devono essere applicate.

Il presente accordo è valido fino al 30 giugno 2023 per i trasporti nei territori dei Paesi contraenti dell’ADR, firmatari del presente accordo.

Dubbi sul trasporto i merci pericolose?

I nostri consulenti ADR sono a disposizione per aiutarti a risolverli.
Non rischiare, contattaci e viaggerei più sicuro.

Consulente ADR: quando serve la nomina in azienda?

La tua azienda trasporta, carica o spedisce merci o rifiuti pericolosi? Conosci cosa prevede l’Accordo ADR per il trasporto di merci pericolose? I nostri esperti sono in grado di verificare gli obblighi (o le esenzioni) che possono riguardare la tua attività.

Cos’è l’Accordo ADR per il trasporto delle merci pericolose?

L’ADR è l’accordo relativo ai trasporti internazionali e nazionali di merci pericolose su strada.

La norma riguarda:

  • classificazione delle sostanze/miscele pericolose (o oggetti/dispositivi che contengono sostanze/miscele pericolose) in riferimento al trasporto su strada;
  • condizioni di imballaggio delle merci,
  • caratteristiche degli imballaggi e dei contenitori;
  • modalità costruttive dei veicoli e delle cisterne;
  • disposizioni e requisiti per il trasporto, compresi i documenti di viaggio;
  • formazione dei conducenti che trasportano merci pericolose e degli operatori coinvolti nel trasporto;
  • esenzioni dal rispetto delle norme dell’Accordo.

Da notare che le disposizioni di questi accordi possono riguardare anche il trasporto di rifiuti pericolosi.

Quando è necessario nominare un Consulente ADR?

L’obbligo di nomina del consulente ADR/RID è disciplinato dall’art. 11 del D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 35:
“Il legale rappresentante dell’impresa la cui attività comporta trasporti di merci pericolose, oppure operazioni di imballaggio, di carico, di riempimento o di scarico, connesse a tali trasporti, nomina un consulente per la sicurezza”.

Nell’edizione 2019 dell’Accordo ADR è stato introdotto l’obbligo di nomina del consulente ADR anche per le aziende che effettuano solo le operazioni di spedizioni, a partire dal 1 gennaio 2023.

Quali sono le esenzioni dalla nomina del consulente ADR?

Sono previste alcune esenzioni per la nomina del  consulente ADR o RID, previste dal D.Lgs. n. 40/2000, che ha istituito il ruolo di consulente per la sicurezza  dei trasporti delle merci pericolose sostituito poi dal D. Lgs. n. 35/2010.

Tali esenzioni riguardano:

  • imprese che effettuano solo lo scarico della merce pericolosa alla destinazione finale.
  • imprese che effettuano le attività sopra indicate, riguardanti trasporti su strada in quantitativi che rientrano nei limiti del paragrafo 1.1.3.6 o in imballaggi in quantità limitate (cap. 3.4).
  • sono escluse dalla nomina le imprese che effettuano le attività di trasporto, carico o scarico di merci o rifiuti pericolosi poco pericolosi (categoria di trasporto 3) non a titolo di attività principale od accessoria all’impresa, ma in modo occasionale e in ambito esclusivamente nazionale. L’applicazione prevede dei quantitativi massimi specifici e prevede l’invio di una comunicazione scritta, all’inizio di ogni anno solare, agli uffici della Motorizzazione Civile.

Come faccio a sapere se la mia azienda è in regola?

Rivolgiti ai nostri esperti per una consulenza sulla verifica dell’obbligo di nomina del consulente per il trasporto delle merci pericolose secondo gli accordi ADR-RID. Contattaci.

Raccolta differenziata sotto le feste: 10 consigli per non commettere errori!

Quanti rifiuti nelle nostre case in questi giorni di festività! Ma siamo sicuri di gettarli correttamente? Proviamo a vedere…

Dove butto i “rifiuti delle feste”?

Durante le feste natalizie la produzione di rifiuti nelle nostre case aumenta in maniera considerevole: cene in famiglia, regali da scartare, imballi delle consegne a domicilio, piccoli o grandi elettrodomestici da sostituire.

Elenchiamo alcune regole ed accorgimenti per non incorrere in errore.

Ecco alcuni “rifiuti delle feste” che non devono essere conferiti nella differenziata, per non rendere impure le frazioni destinate a recupero:

  1. Non gettiamo gli scontrini dei nostri acquisti nella raccolta della carta: la carta chimica va conferita nel secco.
  2. La carta oleata o carta da forno non vanno nella raccolta carta ma nell’indifferenziato.
  3. Bicchieri delle feste: il cristallo, a causa del suo contenuto di piombo, non può essere gettato nella raccolta del vetro riciclabile ma va conferito nel secco. Pochi frammenti di cristallo possono compromettere il recupero di grandi quantitativi di vetro riciclabile.
  4. Palline di vetro dell’albero di Natale: anche esse vanno conferite nel secco in caso di rottura accidentale.
  5. Frammenti di ceramica o di vetro borosilicato (quello delle pirofile da forno) non vanno conferiti nel vetro ma nel secco.
  6. Giocattoli rotti o in generale apparecchiature elettriche/elettroniche non vanno gettate nella raccolta differenziata: i rifiuti di questo tipo devono essere conferiti nelle isole ecologiche/centri di raccolta per essere opportunamente trattati e recuperati.
  7. E l’albero di Natale?  Se non è possibile reinserirlo in natura, ripiantandolo, un albero naturale va conferito insieme agli sfalci e ramaglie. Se il tuo albero finto ha finito il suo dovere e sei costretto ad eliminarlo: è considerato un rifiuto ingombrante e va conferito presso le isole ecologiche comunali
  8. Il cestino di vimini delle classiche strenne natalizie va conferito nella raccolta del legno (normalmente presenti presso gli ecocentri)
  9. Pluriball, polistirolo, paglietta sintetica vanno conferiti nella raccolta della plastica
  10. E alla fine si brinda! La bottiglia dello spumante ovviamente andrà nel vetro, mentre la gabbietta di metallo e la capsula di copertura del tappo nella raccolta dei metalli. Il tappo di sughero nella raccolta legno.

Evidenziamo che è stata prorogata al 1 luglio 2022 della disciplina sull’etichettatura ambientale degli imballaggi che ci aiuterà a capire con maggiore immediatezza dove conferire correttamente i rifiuti di imballaggi.

Ne vuoi sapere di più? Contattaci

RENTRI: un video spiega come funzionerà.

L’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha reso disponibile un video tutorial che anticipa alcuni dei contenuti che avrà il RENTRI il Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti.

Il video contiene una simulazione di come avverrà il caricamento dei dati contenuti nei registri di carico e scarico rifiuti, dedicato a tutte le imprese che non sono dotate di un software interoperabile con RENTRI.

A questo link è disponibile il video tutorial.

Notifica SCIP: conosciamo questo servizio.

Devi effettuare la notifica SCIP per gli articoli immessi sul mercato? Ce ne occupiamo noi.

Cos’è la notifica SCIP?

La notifica SCIP (Substances of Concern In articles as such or in complex objects (Products)) è nata allo scopo di creare una banca dati tossicologica in cui vengono inserite tutte le informazioni sulle sostanze estremamente preoccupanti (SVHC- Substances Very High Concern) presenti in quantità 0,1% (peso/peso) contenute in articoli o articoli complessi.

La creazione della banca dati SCIP è stata istituita dall’art. 9 della Direttiva quadro sui rifiuti, Direttiva (UE) 2018/851, allo scopo di rendere nota la presenza di sostanze molto pericolose negli articoli e di permettere la gestione in sicurezza degli stessi per l’intero ciclo di vita fino alla fase finale di rifiuto.

La notifica SCIP deve essere inviata all’ECHA (European Chemicals Agency).

Chi deve fare la notifica SCIP?

L’obbligo di inviare la notifica SCIP riguarda i fornitori di articoli immessi sul mercato dell’Unione Europea contenenti una sostanza estremamente preoccupante presente nell’elenco di sostanze candidate in una concentrazione superiore a 0,1% p/p

L’obbligo decorre dal 5 gennaio 2021.

I fornitori di articoli interessati alla notifica SCIP sono:

  • produttori e assemblatori dell’UE,
  • importatori dell’UE,
  • distributori dell’UE di articoli e altri attori della catena di approvvigionamento che immettono articoli sul mercato.

Quali informazioni devono essere inviate?

  • dati che consentano l’identificazione dell’articolo;
  • il nome, l’intervallo di concentrazione e l’ubicazione della/e sostanza/e presente/i nell’elenco delle sostanze candidate presente/i in quell’articolo;
  • altre informazioni che consentano l’uso sicuro dell’articolo, in particolare che ne garantiscano la corretta gestione quando viene convertito in rifiuto.

Per ogni informazione contatta i nostri uffici.

Webinar su ” La responsabilità in tema di gestione rifiuti e tracciabilità.”

L’Albo Nazionale Gestori Ambientali in collaborazione con la Sezione regionale Puglia dell’Albo organizza il seminario “La responsabilità in tema di gestione rifiuti e tracciabilità”.

 

Il seminario, che avrà luogo il 15/12/2021 ore 9.15, rivolto ad imprese, consulenti ed associazioni di categoria, intende fornire ai partecipanti le nozioni fondamentali sulla normativa di riferimento, sulla tracciabilità nella digitalizzazione degli adempimenti e sull’istituzione del Registro Elettronico Nazionale.

 

Dal PNRR finanziamenti per l’economia circolare

Il Ministero della Transizione Ecologica pubblica i criteri di selezione dei progetti per investimenti che mirano a promuovere l’economia circolare previsti dal PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).

Si tratta in particolare di “progetti faro di economia circolare” in materia di raccolta differenziata dei rifiuti elettronici, plastici e tessili, con risorse dedicate pari a 2,1 miliari di euro

Le linee di investimento

Sono previste due linee di investimento:

  • realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e ammodernamento di quelli esistenti. Lo stanziamento è pari a 1,5 miliardi di euro destinati ad iniziative promosse da soggetti pubblici, enti d’ambito, comuni e gestori del servizio pubblico dei rifiuti urbani.
  • iniziative “faro” rivolte all’efficientamento delle filiere di carta e cartone, plastiche, RAEE e tessili. I fondi pari a 600 milioni di euro sono destinati ad imprese attive nel riciclo.

Quali sono gli interventi finanziabili?

I progetti finanziabili riguardano:

  • Impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE;
  • impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo di rifiuti in carta e cartone;
  • impianti per il riciclo di rifiuti plastici, compresi i rifiuti di plastica in mare;
  • raccolta delle frazioni di tessile pre-consumo e post consumo, ammodernamento dell’impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica.

Gli obiettivi UE per l’economia circolare.

Il Piano d’Azione per l’Economia Circolare varato dall’UE, prevede il raggiungimento dei seguenti target:
− riciclo del 55% dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
− riciclo dell’85% nell’industria della carta e del cartone;
− riciclo del 65% dei rifiuti plastici (attraverso riciclaggio meccanico, chimico, “Plastic Hubs”);
− 100% di recupero nel settore tessile, tramite “Textile Hubs”.

 

Leggi i decreti del MITE per l’economia circolare.

MITE: interventi del PNRR per l’economia circolare

A breve verranno pubblicati i decreti del MITE (Ministero della Transizione Ecologica) per finanziare un miliardo e mezzo di investimenti in infrastrutture a supporto della raccolta differenziata e per gli impianti di riciclo.

La misura punta a conseguire gli obiettivi di riciclo fissati dalla normativa comunitaria, che prevede che al massimo il 10% dei rifiuti finisca in discarica e che il 65% venga invece riciclato.

“La buona notizia – annuncia il ministro Cingolani – è che mettiamo in moto l’altro grande filone di interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quello dedicato all’economia circolare. I progetti partiranno già nelle prossime settimane”.

Gli investimenti comprendono misure di potenziamento, digitalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata e si muovono secondo tre assi: infrastrutturazione della raccolta differenziata, impianti per il riciclo delle frazioni della differenziata e flussi critici.

“Bisogna migliorare sia la quantità che la qualità di quello che viene raccolto – prosegue il ministro Cingolani – e l’introduzione di nuove tecnologie faciliterà la raccolta per i cittadini”.

Il 60% degli investimenti sugli impianti di riciclo andrà al Centro-Sud. Una particolare attenzione verrà dedicata alla frazione organica che oggi costituisce il 30% circa di tutta la produzione di rifiuti e che dovrà essere valorizzata per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e di decarbonizzazione.

Altro capitolo importante del progetto “Città circolari” del Mite riguarda i rifiuti speciali, come i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione che oggi costituiscono una criticità spesso affrontata con strumenti emergenziali e che invece saranno sfruttati al meglio nell’ottica del modello di economia circolare.

Fonte: https://www.mite.gov.it/comunicati/dal-mite-un-miliardo-e-mezzo-la-raccolta-differenziata-e-il-riciclo

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