La nuova edizione della norma ISO 14001:2026 è stata pubblicata il 15 aprile 2026 e segna l’avvio del periodo di transizione per tutte le organizzazioni certificate secondo la precedente versione risalente al 2015.
Gli organismi di accreditamento e gli enti di certificazione stanno già programmando il percorso di adeguamento, mentre le aziende avranno tempo fino al 30 aprile 2029 per completare l’aggiornamento del proprio Sistema di Gestione Ambientale.
Il percorso di transizione prevede alcune tappe fondamentali:
La revisione della norma mantiene la struttura ormai consolidata (High Level Structure), ma introduce aggiornamenti significativi per rispondere alle nuove sfide ambientali e agli sviluppi normativi.
Tra gli aspetti più rilevanti troviamo:
Per le organizzazioni già certificate, il passaggio alla nuova versione della norma rappresenta un’opportunità per aggiornare il proprio sistema di gestione e rafforzarne l’efficacia.
Le attività consigliate comprendono:
La ISO 14001:2026 non introduce soltanto nuovi requisiti, ma invita le organizzazioni a sviluppare una gestione ambientale sempre più integrata con la strategia aziendale, capace di creare valore, ridurre i rischi e rispondere alle aspettative di clienti, stakeholders e mercato.
Pianificare con anticipo la transizione consentirà alle aziende di affrontare il cambiamento in modo graduale, evitando criticità in prossimità della scadenza del 2029 e trasformando l’adeguamento normativo in un’occasione di crescita e competitività.
GAZZETTA UFFICIALE
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA
COMUNICATO
Deliberazione dell’Albo nazionale gestori ambientali n. 2 del 20 maggio 2026
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA
DECRETO 15 aprile 2026
Modalita’ di adempimento all’obbligo di incremento di energia rinnovabile termica nelle forniture di energia.
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA
DECRETO 7 maggio 2026
Attuazione delle direttive delegate della Commissione europea 2025/1802/UE, 2025/2363/UE e 2025/2364/UE dell’8 settembre 2025 mediante modifica dell’allegato III del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27 sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Bollettino Ufficiale Regione Veneto
Integrazione delle risorse destinate al finanziamento del bando approvato con Deliberazione di Giunta regionale n. 731 dell’08 luglio 2025 relativo alla concessione di contributi finalizzati alla sostituzione di impianti termici domestici alimentati a biomassa combustibile solida o gasolio con nuovi impianti termici con migliori prestazioni emissive oppure pompe di calore elettriche – Bando Stufe 2025.
Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali. Negli ultimi anni, complici i cambiamenti climatici, gli episodi di caldo estremo sono diventati più frequenti, intensi e prolungati.
Difendersi è necessario — ma farlo in modo sostenibile è oggi la vera sfida.
La buona notizia? Ridurre l’impatto ambientale e proteggersi dal caldo possono andare nella stessa direzione.
Il primo impulso è accendere il condizionatore. Funziona, ma ha un costo energetico e climatico importante, soprattutto se usato in modo intensivo.
Alternative più sostenibili:
Il condizionatore? Meglio usarlo in modo intelligente: non sotto i 26°C e ovviamente con porte e finestre chiuse.
Quello che indossiamo fa una differenza enorme. Tessuti sintetici trattengono calore e sudore, mentre fibre naturali permettono al corpo di respirare.
Scelte più sostenibili:
Meno lavaggi inutili e meno capi “usa e getta” aiutano anche a ridurre l’impatto complessivo.
Bere è fondamentale, ma spesso lo facciamo aumentando i rifiuti.
Alternative semplici:
Alcune semplici attenzioni quotidiane possono evitare decine di bottiglie di plastica durante l’estate.
Il caldo cambia anche ciò che mangiamo. Piatti freschi e semplici sono migliori per il corpo — e spesso anche per l’ambiente.
Preferire:
Ridurre l’uso di forno e fornelli nelle ore più calde significa anche abbassare la temperatura in casa.
Sostenere politiche di riforestazione urbana e progettazione sostenibile è parte della soluzione.
Alberi, parchi e superfici verdi:
Difendersi dal caldo estremo non significa necessariamente consumare di più. Al contrario, spesso le soluzioni più efficaci sono anche le più semplici e sostenibili.
Adattarsi al clima che cambia richiede nuove abitudini, ma offre anche un’opportunità: vivere meglio, consumando meno.
Negli ultimi anni, le microplastiche sono diventate uno dei temi centrali nelle politiche ambientali europee. L’Unione Europea ha infatti intensificato le iniziative per limitarne la dispersione nell’ambiente, introducendo misure sempre più stringenti che impattano direttamente anche sulle imprese.
Le microplastiche sono particelle di materiale plastico di dimensioni inferiori a 5 mm.
Possono essere:
Il principale intervento normativo è rappresentato dal regolamento adottato nell’ambito del sistema REACH (Regolamento UE 2023/2055, voce 78 dell’Allegato XVII del Regolamento REACH), che introduce una restrizione sull’immissione sul mercato di microplastiche aggiunte intenzionalmente.
La misura:
Le nuove regole hanno impatti trasversali su numerosi settori:
Le imprese sono chiamate a:
La Commissione europea ha reso disponibile una guida esplicativa sulla restrizione delle microparticelle di polimeri sintetici (microplastiche) allo scopo di chiarire le disposizioni e facilitare l’attuazione della restrizione sulle microplastiche prevista dal regolamento (UE) 2023/2055.
La guida è stata predisposta dai servizi tecnici della Commissione europea in collaborazione con ECHA e gli Stati membri.
La guida è composta da:
– una sezione descrittiva (Parte I) che descrive in termini semplici le disposizioni e l’attuazione della restrizione, disponibile anche in italiano;
– una serie di “domande e risposte” (parte II) che raccoglie le risposte fornite alle domande dei paesi dell’UE e delle parti interessate, disponibile solo in inglese;
– allegati (Parte III) con alberi decisionali ed esempi di casi limite, disponibile solo in inglese.
Qui puoi consultare la guida della Commissione Europea sulle microplastiche.
Il 3 luglio 2026 è l’ultima data utile per la presentazione “tempestiva” del MUD.
Cosa succede se, per qualche motivo, viene presentato oltre tale data?
L’obbligo e le modalità di presentazione del MUD sono state definite per l’anno in corso attraverso il DPCM 30/01/2026 («Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2026- MUD» – Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2026); tale provvedimento ha definito la scadenza per la presentazione del MUD il giorno 3 luglio 2026.
La presentazione tardiva del MUD comporta l’applicazione di una sanzione ridotta da € 26,00 a € 160,00 purchè il ritardo sia contenuto entro i 60 giorni dalla scadenza ordinaria.
Quindi nel periodo dal 4 luglio fino al 1 settembre 2026 è applicabile questa sanzione amministrativa ridotta.
Oltre tale data la sanzione per ritardata presentazione sarà da € 2.000 a € 10.000.
Possono essere applicate anche sanzioni accessorie di altro tipo qualora la mancata o ritardata presentazione riguardi altre sezioni del MUD:
Si vedano a tal proposito le FAQ disponibili sul sito di EcoCamere.
Non farti trovare impreparato: affida ai nostri esperti il tuo MUD!
Se sei in ritardo e non sai come cavartela non aspettare oltre: contatta i nostri uffici per un supporto alla presentazione del MUD.
Quest’anno il termine per la presentazione del MUD 2026 è fissato al 3 luglio 2026.
Affida la tua dichiarazione ambientale a professionisti del settore
Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale rappresenta un adempimento obbligatorio per numerose imprese ed enti coinvolti nella produzione, gestione, trasporto e smaltimento dei rifiuti.
Tra i soggetti interessati rientrano:
La scadenza del 3 luglio 2026 è stata definita a seguito della pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale il 5 marzo 2026.
La compilazione del MUD richiede attenzione, verifica puntuale dei registri e corretta gestione dei dati ambientali relativi all’anno 2025, soprattutto perchè quest’anno le registrazioni per molte aziende sono avvenute attraverso supporti diversi: al tradizionale registro cartaceo, si è affiancato il RENTRI.
Affidarsi a professionisti esperti significa:
Novatech offre un servizio completo per la gestione delle pratiche MUD 2026:
✔ verifica documentale
✔ raccolta ed elaborazione dati
✔ compilazione e invio telematico
Non aspettare ulteriormente: prenota la gestione della tua dichiarazione ambientale ed evita le criticità dell’ultimo momento.
Il nostro team è a disposizione per verificare gli obblighi della tua azienda e predisporre correttamente tutta la pratica MUD 2026.
Contattaci per maggiori informazioni o per richiedere un preventivo personalizzato.
Sono in arrivo dal 1 ottobre 2026 ulteriori ritocchi in aumento al Contributo Ambientale CONAI sugli imballaggi in plastica.
Così viene giustificato il provvedimento approvato in seno agli organi consortili: “La decisione fa seguito ai costanti aggiornamenti condotti negli ultimi mesi insieme al consorzio COREPLA per valutare l’evoluzione della situazione economica e industriale della filiera del riciclo delle plastiche, in un contesto che continua a essere caratterizzato da volatilità dei mercati, incremento dei costi di gestione e persistenti criticità nel mercato europeo delle materie plastiche riciclate.”
Ne avevamo parlato nel nostro articolo sul tavolo di crisi sulla plastica.
Ecco i nuovi valori che entreranno in vigore a partire dal 1 ottobre 2026:
In conseguenza di tali aumenti, subiranno proporzionali variazioni anche le aliquote relative alle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni:
| Procedura | Dal 1 ottobre 2026 |
| Forfettaria “per tara” – €/t | 131,00 |
| Semplificata “a valore” (prodotti alimentari) – % | 0,25 |
| Semplificata “a valore” (prodotti NON alimentari) – % | 0,11 |
Conosci il nostro servizio di consulenza sul CONAI? Per qualsiasi difficoltà legata all’applicazione delle procedure CONAI, puoi contattarci qui.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha introdotto una nuova disciplina per i centri di raccolta dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di aggiornare un sistema fermo da oltre 15 anni.
La riforma si inserisce nel più ampio percorso europeo verso la riduzione dei rifiuti e il rafforzamento dell’economia circolare, puntando non solo sulla raccolta differenziata ma anche sulla prevenzione e sul riuso dei materiali.
Il nuovo decreto, 26/03/2026 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile 2026), sostituisce le precedenti norme e definisce in modo più preciso:
Tra le principali novità emerge una maggiore attenzione al riutilizzo dei beni prima che diventino rifiuti.
Il decreto introduce infatti:
Il provvedimento coinvolge direttamente Comuni, enti territoriali e gestori ambientali, che dovranno aggiornare regolamenti e procedure operative.
I centri già esistenti avranno 12 mesi di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni.
Leggi il decreto 26 marzo 2026
Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato.
GU Serie Generale n.98 del 29-04-2026