Hai già consultato la nostra guida operativa al RENTRI?
Questa è la versione aggiornata con le ultime novità ed esclusioni.
Se hai ancora dubbi o hai bisogno di supporto per la gestione del RENTRI non aspettare: contatta i nostri esperti!
Con la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30/12/2025, cambia il quadro normativo relativo all’iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI).
La legge ha infatti sostituito il comma 3-bis dell’articolo 188-bis del D.Lgs. 152/2006, ridefinendo in modo puntuale i soggetti obbligati – e quelli esclusi – dall’iscrizione.
Sono tenuti all’iscrizione al Registro elettronico nazionale:
La norma chiarisce anche chi non è tenuto all’iscrizione al RENTRI. In particolare, sono esclusi:
Entrando nel dettaglio, rientrano tra i soggetti dell’articolo 190, comma 5:
Resta però un punto importante: gli enti e le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti sono comunque tenuti all’iscrizione quando obbligati in qualità di produttori, se ne ricorrono le condizioni.
Per quanto riguarda invece l’articolo 190, comma 6, sono esclusi:
Gli operatori che rientrano nelle categorie ora escluse, ma che risultano già iscritti al RENTRI, dovranno presentare una pratica di cancellazione tramite l’area operatori del portale RENTRI.
In assenza di cancellazione, l’iscrizione sarà considerata volontaria.
Infine, si ricorda che i produttori iniziali di rifiuti non iscritti al RENTRI possono registrarsi nell’area riservata “Produttori di rifiuti non iscritti”.
Questa registrazione è necessaria per produrre, vidimare e gestire il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) in formato cartaceo, conforme al nuovo modello, a partire dal 13 febbraio 2025. In alternativa possono delegare il trasportatore alla compilazione del FIR.
GAZZETTA UFFICIALE
Deliberazione dell’Albo nazionale gestori ambientali n. 6 del 26 novembre 2025. – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Legge 15 gennaio 2026, n. 4 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 – Attuazione della direttiva (UE) 2024/884 sulla gestione dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).
Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 3 – Attuazione della direttiva (UE) 2024/1711, che modifica alcune norme europee sul mercato dell’energia elettrica dell’Unione.
Il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) è ormai entrato (quasi) appieno nella nostra quotidianità, ma diversi sono gli aggiornamenti ancora in corso sia a livello informatico che nei contenuti.
Ecco gli ultimi aggiornamenti su norme, scadenze e funzionalità operative, utili per operatori, imprese e soggetti pubblici.
Ultimi giorni per iscriversi
Aggiornamenti tecnici e digitali della piattaforma
Formazione e supporto agli operatori
Esclusioni e modifiche normative
E il MUD?
È prevista l’integrazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) con il sistema RENTRI a partire dal 2027. Il RENTRI dovrebbe infatti consentire la produzione di un MUD precompilato, riducendo adempimenti duplicati e semplificando la dichiarazione ambientale annuale.
La nostra guida operativa al RENTRI
Hai già letto la guida operativa al RENTRI di Novatech?
Qui trovi la versione aggiornata con le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio.
Non perderla!
Non hai ancora risolto tutti i tuoi problemi con il RENTRI? Contattaci e ti aiuteremo con i nostri servizi di consulenza specializzata
Nel difficile ed accidentato percorso verso la neutralità climatica, il biometano sta emergendo come uno dei protagonisti più concreti e promettenti della transizione energetica.
Quale fonte rinnovabile ed integrabile nelle infrastrutture già esistenti, il biometano rappresenta un perfetto esempio di economia circolare applicata all’energia.Affinchè questo potenziale si traduca in benefici reali per il clima e l’ambiente, un elemento è fondamentale: la sostenibilità certificata.
Cos’è il biometano e perché è strategico
Il biometano è un gas rinnovabile ottenuto dalla raffinazione del biogas prodotto dalla digestione anaerobica di matrici organiche, come scarti agricoli, rifiuti organici, reflui zootecnici e sottoprodotti agroindustriali.
Una volta purificato, il biometano ha caratteristiche chimiche quasi identiche a quelle del gas naturale fossile e può essere immesso nella rete, utilizzato per la produzione di energia o impiegato come carburante sostenibile nei trasporti.
Il suo valore ambientale è duplice:
Tuttavia, non tutti i tipi di biometano sono uguali dal punto di vista ambientale. È qui che entrano in gioco le certificazioni di sostenibilità.
Perché le certificazioni di sostenibilità sono fondamentali
Le certificazioni servono a garantire che il biometano sia prodotto nel rispetto di criteri ambientali, sociali ed economici rigorosi. In assenza di controlli e standard condivisi, il rischio è quello di pratiche poco sostenibili, come l’uso intensivo di colture dedicate o una gestione non ottimale delle risorse.
Le principali certificazioni di sostenibilità:
A livello europeo, i sistemi di certificazione riconosciuti dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED) sono diventati uno strumento chiave per l’accesso ai mercati e agli incentivi.
Novatech è operatore certificato nella filiera dei biocombustibili.
La certificazione riveste un valore di affidabilità e credibilità: significa dimostrare in modo riconosciuto ed oggettivo il proprio impegno ambientale e rappresenta una garanzia di qualità e coerenza con gli obiettivi climatici.
Novatech ha conseguito nel corso del 2025, in veste di operatore economico trader, la certificazione di sostenibilità per bioliquidi e biocarburanti per i sottoprodotti di origine vegetale e per l’olio usato da cucina secondo il Sistema Nazionale di Certificazione dei Biocarburanti e Bioliquidi.
Con questo ulteriore investimento nel percorso di certificazione, Novatech rafforza la propria credibilità e si conferma un partner affidabile e allineato agli obiettivi della transizione energetica.
Certificato Novatech filiera biocombustibili e biocarburanti
Hai bisogno di ulteriori informazioni su questo argomento? Contattaci qui.
Quando si parla di influenza, l’attenzione si concentra quasi sempre sugli effetti sulla salute e sull’economia. Molto meno considerato è il costo ambientale che un’epidemia influenzale comporta. Anche se l’influenza stagionale è generalmente meno grave di altre emergenze sanitarie, il suo impatto ecologico è significativo, soprattutto perché si ripete ogni anno.
Un sistema sanitario più energivoro
Durante un’epidemia di influenza, ospedali, ambulatori e farmacie lavorano a pieno regime. Questo significa più consumo di energia e acqua per riscaldamento, elettricità, sterilizzazione degli strumenti e funzionamento continuo delle apparecchiature mediche. Aumenta anche l’uso di farmaci, test diagnostici e vaccini, la cui produzione richiede materie prime, processi chimici ed energia.
Rifiuti sanitari: un problema crescente
Uno degli impatti ambientali più evidenti riguarda i rifiuti. Mascherine, guanti, siringhe, flaconi di medicinali e materiali monouso diventano rifiuti sanitari. Questi materiali non possono essere riciclati e vengono in gran parte inceneriti, con conseguenti emissioni di gas serra e sostanze inquinanti.
L’effetto cumulativo dell’influenza stagionale
A differenza di grandi pandemie, l’influenza stagionale ha un impatto ambientale relativamente contenuto nel singolo evento. Tuttavia, il fatto che si ripresenti ogni anno fa sì che il suo costo ecologico si accumuli nel tempo. Piccoli aumenti di consumo e di rifiuti, ripetuti regolarmente, producono un effetto tutt’altro che trascurabile.
Si può ridurre l’impatto?
Ci siamo interrogati su come potere ridurre l’impatto ambientale dell’influenza.
Le strategie che ci sono venute in mente sono:
Te ne vengono in mente altre? Riesci ad essere sostenibile anche quando hai l’influenza?
Buon anno e buona salute a tutti!
RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti): con l’avvio del FIR digitale sta per giungere a completamento il percorso di digitalizzazione della gestione dei rifiuti.
Un sistema che punta a una maggiore trasparenza, controlli più efficaci e responsabilità condivisa lungo tutta la filiera.
A partire dal 15 dicembre 2025 fino al 13 febbraio 2026:
Periodo di iscrizione al RENTRI per i soggetti rientranti nel terzo scaglione (hai già letto il nostro articolo?):
FIR digitale e FIR cartaceo
Il supporto di Novatech sul RENTRI.
Sin dall’esordio del RENTRI, Novatech ha supportato le aziende in questo importante passaggio verso la gestione digitale delle registrazioni dei rifiuti.
I servizi proposti da Novatech per il RENTRI, sono:
- tenuta dei registri digitali da remoto con sistema interoperabile con il RENTRI
- consulenza personalizzata per il RENTRI
- formazione sui sistemi di supporto del RENTRI
Se non hai ancora letto la nostra guida gratuita del FIR digitale, eccola qui.
Per ogni informazione e consiglio, contatta i nostri esperti di RENTRI.
Con la recente Delibera n. 6 del 26 novembre 2025, il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha ridefinito in modo organico i requisiti, le verifiche di idoneità e le modalità di nomina del RT, con applicazione a partire dal 2 gennaio 2026.
La figura del Responsabile Tecnico (RT) riveste un ruolo cruciale nella gestione dei rifiuti: non solo garantisce la conformità normativa delle imprese, ma assicura anche competenze tecniche adeguate per attività delicate come raccolta, trasporto, trattamento, recupero e smaltimento.
La Delibera n. 6/2025 ha l’obiettivo di sostituire e abrogare sette precedenti provvedimenti normativi relativi al Responsabile Tecnico, creando un quadro unico e coerente che razionalizza le regole e semplifica le procedure, pur mantenendo un elevato livello di tutela ambientale.
Una delle principali novità riguarda i requisiti richiesti ai legali rappresentanti delle imprese iscritte all’Albo per assumere l’incarico di RT.
I legali rappresentanti con almeno tre anni di esperienza continuativa nel ruolo possono assumere l’incarico senza effettuare la verifica di idoneità, purché siano in possesso di un diploma di scuola superiore di secondo grado. Questa disposizione si applica solo alle nomine successive al 2 gennaio 2026.
La Delibera introduce anche importanti modifiche alle procedure di verifica:
Queste semplificazioni sono pensate per rendere più efficiente la verifica delle competenze, focalizzando l’attenzione su aspetti più specialistici e coerenti con le attività svolte nella gestione rifiuti.
La Delibera n. 6/2025 entra in vigore il 2 gennaio 2026: da questa data tutte le nomine di Responsabili Tecnici e le verifiche di idoneità dovranno essere conformi alle nuove regole.
Leggi la Deliberazione n. 6 del 26 novembre 2025
Requisiti e modalità attuative del ruolo del responsabile tecnico di cui agli artt. 12 e 13 del decreto 3
giugno 2014, n. 120
L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per fare spazio a buone abitudini.
Tra i buoni propositi più importanti, c’è sicuramente quello di vivere in modo più sostenibile: non serve stravolgere la propria vita, basta partire da piccoli gesti quotidiani che, messi insieme, fanno una grande differenza.
Prima di acquistare qualcosa, chiediamoci: ne ho davvero bisogno? Ridurre gli acquisti impulsivi è uno dei modi più efficaci per abbassare il nostro impatto ambientale. Preferiamo prodotti durevoli, riparabili e, quando possibile, di seconda mano. Ogni oggetto usato è una risorsa salvata.
Lo spreco alimentare è ancora un grande problema. Pianificare i pasti, conservare correttamente il cibo e valorizzare gli avanzi sono ottime strategie.
Anche in bagno e in cucina possiamo fare la differenza scegliendo prodotti sfusi, ricaricabili o con imballaggi minimi.
Quando possibile, scegliamo di camminare, andare in bici o usare i mezzi pubblici. Anche alternare l’auto con modalità di trasporto più sostenibili solo alcuni giorni a settimana può ridurre notevolmente le emissioni e migliorare il nostro benessere.
Spegnere le luci inutili, scollegare i caricabatterie, usare elettrodomestici efficienti e abbassare di un grado il riscaldamento sono azioni semplici ma efficaci. Meno energia consumata significa meno emissioni e bollette più leggere.
Seguire progetti ambientali, leggere notizie affidabili, libri di ispirazione e condividere buone pratiche aiuta a creare una comunità più consapevole.
Il cambiamento è contagioso: parlare di sostenibilità con amici e familiari è già un atto concreto e che non costa nulla!