fbpx

Archivio per Categoria Approfondimenti

Picco di influenza: ma quanto ci costa in termini ambientali?

Quando si parla di influenza, l’attenzione si concentra quasi sempre sugli effetti sulla salute e sull’economia. Molto meno considerato è il costo ambientale che un’epidemia influenzale comporta. Anche se l’influenza stagionale è generalmente meno grave di altre emergenze sanitarie, il suo impatto ecologico è significativo, soprattutto perché si ripete ogni anno.

Un sistema sanitario più energivoro

Durante un’epidemia di influenza, ospedali, ambulatori e farmacie lavorano a pieno regime. Questo significa più consumo di energia e acqua per riscaldamento, elettricità, sterilizzazione degli strumenti e funzionamento continuo delle apparecchiature mediche. Aumenta anche l’uso di farmaci, test diagnostici e vaccini, la cui produzione richiede materie prime, processi chimici ed energia.

Rifiuti sanitari: un problema crescente

Uno degli impatti ambientali più evidenti riguarda i rifiuti. Mascherine, guanti, siringhe, flaconi di medicinali e materiali monouso diventano rifiuti sanitari. Questi materiali non possono essere riciclati e vengono in gran parte inceneriti, con conseguenti emissioni di gas serra e sostanze inquinanti.

L’effetto cumulativo dell’influenza stagionale

A differenza di grandi pandemie, l’influenza stagionale ha un impatto ambientale relativamente contenuto nel singolo evento. Tuttavia, il fatto che si ripresenti ogni anno fa sì che il suo costo ecologico si accumuli nel tempo. Piccoli aumenti di consumo e di rifiuti, ripetuti regolarmente, producono un effetto tutt’altro che trascurabile.

Si può ridurre l’impatto?

Ci siamo interrogati su come potere ridurre l’impatto ambientale dell’influenza.

Le strategie che ci sono venute in mente sono:

  • investire in prevenzione (come con la vaccinazione),
  • migliorare l’efficienza energetica delle strutture sanitarie, con benefici in ogni momento dell’anno,
  • ridurre l’uso di materiali monouso, compatibilmente con gli aspetti igienici,
  • sviluppare dispositivi di protezione e imballaggi più sostenibili, magari con contenuto di riciclato.

Te ne vengono in mente altre? Riesci ad essere sostenibile anche quando hai l’influenza?

Buon anno e buona salute a tutti!

Un nuovo anno, nuove scelte: piccoli gesti per un futuro più sostenibile

L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per fare spazio a buone abitudini.
Tra i buoni propositi più importanti, c’è sicuramente quello di vivere in modo più sostenibile: non serve stravolgere la propria vita, basta partire da piccoli gesti quotidiani che, messi insieme, fanno una grande differenza.

Ripensare i consumi

Prima di acquistare qualcosa, chiediamoci: ne ho davvero bisogno? Ridurre gli acquisti impulsivi è uno dei modi più efficaci per abbassare il nostro impatto ambientale. Preferiamo prodotti durevoli, riparabili e, quando possibile, di seconda mano. Ogni oggetto usato è una risorsa salvata.

Ridurre gli sprechi, a partire da casa

Lo spreco alimentare è ancora un grande problema. Pianificare i pasti, conservare correttamente il cibo e valorizzare gli avanzi sono ottime strategie.
Anche in bagno e in cucina possiamo fare la differenza scegliendo prodotti sfusi, ricaricabili o con imballaggi minimi.

Muoversi in modo più sostenibile

Quando possibile, scegliamo di camminare, andare in bici o usare i mezzi pubblici. Anche alternare l’auto con modalità di trasporto più sostenibili solo alcuni giorni a settimana può ridurre notevolmente le emissioni e migliorare il nostro benessere.

Risparmiare energia ogni giorno

Spegnere le luci inutili, scollegare i caricabatterie, usare elettrodomestici efficienti e abbassare di un grado il riscaldamento sono azioni semplici ma efficaci. Meno energia consumata significa meno emissioni e bollette più leggere.

Scegliere di informarsi ed essere di ispirazione per gli altri.

Seguire progetti ambientali, leggere notizie affidabili, libri di ispirazione e condividere buone pratiche aiuta a creare una comunità più consapevole.
Il cambiamento è contagioso: parlare di sostenibilità con amici e familiari è già un atto concreto e che non costa nulla!

RENTRI: in arrivo il FIR digitale. Preparati con la guida gratuita di Novatech.

A partire dal 13 febbraio 2026 il Formulario di trasporto rifiuti (FIR) sarà digitale.

Novatech offre una roadmap sul funzionamento del nuovo sistema di tracciamento digitale e alcuni preziosi consigli su come prepararsi a questa importante novità.

Cos’è il FIR digitale?

Il FIR digitale (Formulario di Identificazione dei Rifiuti digitale) è il documento elettronico che, tramite il sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), consentirà di tracciare i rifiuti durante il trasporto dal produttore all’impianto di destinazione.

In pratica, sostituirà il tradizionale formulario cartaceo e permetterà la gestione digitale di tutte le informazioni relative ai rifiuti (origine, tipologia, quantità, trasportatore, destinatario), garantendo trasparenza, semplificazione e controllo lungo tutta la filiera.

La guida sintetica gratuita di Novatech.

Per non  arrivare impreparati a questo importante cambiamento nella gestione dei documenti legati alle movimentazioni di rifiuti, Novatech ha predisposto una guida sintetica sulle novità che ci attendono.

La guida è messa a disposizione degli iscritti alla newsletter: scaricala qui!

Per ogni ulteriore informazione o dubbio, contattaci.

Ecomondo 2025: a Rimini dal 4 al 7 novembre.

È in arrivo l’appuntamento annuale che porta in fiera l’attenzione di imprese, istituzioni, ricercatori e innovatori interessati alle sfide ambientali: la 28ª edizione di Ecomondo avrà luogo a Rimini dal 4 al 7 novembre 2025.
Ecomondo è riconosciuta come uno dei principali eventi europei dedicati all’economia circolare e alla transizione ecologica su scala industriale, istituzionale e sociale

 

Temi e novità dell’edizione 2025

In questa edizione, l’evento punta a rafforzare la propria vocazione globale con la presenza di delegazioni estere e una fitta rete di relazioni internazionali, che troveranno spazio all’interno di oltre 30 padiglioni e 166.000 m² di spazi espositivi.

Tra i temi proposti da questa edizione:

  • Digitalizzazione e intelligenza artificiale applicate alla sostenibilità e alla riduzione delle emissioni industriali.

  • Gestione integrata delle risorse, che include filiere di riciclo e valorizzazione di scarti come materie prime seconde.

  • Bioeconomia rigenerativa, ovvero lo sviluppo di soluzioni agricole, materiali biobased e processi che rigenerano gli ecosistemi.

  • Monitoraggio ambientale e osservazione della Terra, con tecnologie satellitari, sensori e sistemi predittivi per anticipare impatti climatici e ambientali.

  • Ecodesign e packaging sostenibile, per ridurre sprechi, impatti dei materiali e facilitare la circolarità dei prodotti.

Scopri i settori Ecomondo

La proposta espositiva di questa edizione si  articola in macroaree tematiche: dalla valorizzazione dei rifiuti, alla rigenerazione dei suoli e degli ecosistemi agro-forestali e alimentari, dall’energia ottenuta dalle biomasse all’uso dei rifiuti come materie prime seconde.
Include inoltre l’intero ciclo idrico integrato e il monitoraggio ambientale, la tutela dei mari e degli ambienti acquei ma anche lo spazio, il monitoraggio satellitare, l’agricoltura di precisione e le smart cities. A queste si aggiungono i padiglioni dedicati a mezzi e componenti per movimentazionesollevamentoraccolta e trasporto dei rifiuti, e l’evento biennale SAL.VE, expo dei soci ANFIA del comparto veicoli per l’ecologia. (fonte: ecomondo.com)

Perché partecipare

Ecomondo non è soltanto una fiera espositiva ma un’occasione di incontro per:

  • Networking internazionale: aziende, startup, enti pubblici e buyer da oltre 70 Paesi interagiranno.

  • Convegni, workshop e seminari: centinaia di ore di contenuti sui trend normativi, tecnologie emergenti, casi di successo e scenari futuri.

  • Start-up & innovazione: uno spazio dedicato alle realtà emergenti in ambito green.

  • Business matching: gli incontri B2B mirati attraverso la piattaforma digitale My Agenda.

Trovi tutte le info per partecipare su: ecomondo.com/it

La Politica per la Qualità e l’Ambiente di Novatech. Nuova versione.

Novatech Srl è certificata secondo gli standard ISO 9001 e 14001 sin dai primi anni 2000.

Di recente la Direzione Generale ha revisionato il documento contente la Politica per la Qualità e l’Ambiente.

I contenuti sono stati attualizzati rispetto al contesto in cui opera Novatech in modo da rendere il documento più aggiornato alla situazione attuale e ai requisiti delle norme ISO.

Invitiamo tutte le parti interessate a prenderne visione!

Politica per la Qualità e l’Ambiente di Novatech Srl.

NOVATECH S.r.l., nell’erogazione dei propri servizi, si impegna da sempre a garantire l’eccellenza operativa, la tutela ambientale e la massima soddisfazione del Cliente, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e responsabile.

In linea con i requisiti delle norme ISO 9001 e ISO 14001 e a seguito dell’analisi del proprio contesto operativo e delle esigenze delle parti interessate, la Direzione Generale definisce i seguenti principi e impegni strategici:

📌 Orientamento al Cliente

  • Ascoltare e comprendere le esigenze dei Clienti e del mercato, traducendole in obiettivi concreti e misurabili.
  • Rafforzare la fiducia dei Clienti attraverso la qualità dei servizi offerti e il miglioramento continuo della loro efficacia.

⚙️ Conformità e Miglioramento Continuo

  • Garantire la piena conformità alle normative vigenti, ai requisiti contrattuali e agli obblighi di conformità ambientale.
  • Promuovere il miglioramento continuo del Sistema di Gestione Integrato attraverso il monitoraggio dei processi, la gestione dei rischi e l’individuazione delle opportunità.

🌱 Tutela dell’Ambiente e Sostenibilità

  • Ridurre gli impatti ambientali associati alle proprie attività, con particolare attenzione alla gestione dei rifiuti e dei Sottoprodotti oggetto di intermediazione.
  • Prevenire l’inquinamento, ottimizzare l’uso delle risorse naturali e adottare pratiche che tengano conto dei rischi legati al cambiamento climatico.
  • Promuovere la gestione sicura dei rifiuti, privilegiando impianti vicini alla fonte di produzione e soluzioni orientate al riutilizzo, recupero e riciclo.

👥Valorizzazione delle Persone

  • Favorire il coinvolgimento attivo di tutto il personale nel perseguimento degli obiettivi aziendali e nella diffusione della cultura della qualità e del rispetto ambientale.
  • Investire nella crescita professionale e nelle competenze dei collaboratori attraverso percorsi formativi mirati e continui.
  • Garantire un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e motivante, in grado di valorizzare il contributo individuale e promuovere il benessere organizzativo.

🔗 Responsabilità lungo la Filiera

  • Coinvolgere attivamente fornitori e partner nel rispetto dei principi aziendali di qualità e sostenibilità.
  • Promuovere comportamenti etici, trasparenti e responsabili lungo tutta la catena del valore.

La Direzione Generale si impegna a fornire tutte le risorse necessarie — umane, tecniche, infrastrutturali ed economiche — per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e per il continuo miglioramento del Sistema di Gestione.

La presente Politica è:

  • diffusa e compresa da tutto il personale
  • disponibile alle parti interessati, ai fornitori e al pubblico attraverso la pubblicazione sul sito web aziendale ed esposta nei locali dell’organizzazione
  • oggetto di periodica revisione per garantirne l’adeguatezza, l’attualità e la coerenza con gli indirizzi strategici dell’Organizzazione

La Direzione Generale

Vigonza, 9 settembre 2025

Rendicontazione di sostenibilità: a che punto siamo?

La rendicontazione di sostenibilità (o sustainability reporting) è un processo attraverso il quale un’azienda o un ente comunica in modo strutturato, trasparente e periodico il proprio impatto ambientale, sociale ed economico, ovvero le sue performance in ambito ESG (Environmental, Social, Governance).

A cosa serve la rendicontazione di sostenibilità?

Quella che inizialmente è nata come una prassi ed ora è divenuta un obbligo di legge in alcuni casi ha lo scopo principale di rendere note agli stakeholder — come investitori, clienti, dipendenti, istituzioni e cittadini — informazioni non finanziarie fondamentali per valutare:

  • la sostenibilità delle attività aziendali,

  • i rischi e le opportunità legati ai fattori ESG,

  • l’impegno verso la transizione ecologica e la responsabilità sociale.

Gli obblighi di rendicontazione in Italia. Chi è soggetto?

L’Italia ha recepito la Direttiva CSRD –  Corporate Sustainability Reporting Directive,  con il D.Lgs. 125/2024 che ha ampliato l’ambito di applicazione del previgente D.Lgs. 254/2016.

A seconda delle dimensioni aziendali, si prevedono obblighi di reporting per le grandi aziende che superano almeno due dei seguenti parametri:

  •  numero di dipendenti superiore a 250
  • un attivo maggiore di  € 25 milioni di euro
  • con ricavi netti superiori a  € 50 milioni di euro

Per le PMI quotate, i parametri sono:

  • 11–250 dipendenti medi
  • ricavi superiori a   900 mila euro
  • attivo maggiore di   450 mila euro

Sono previsti parametri specifici anche per imprese non comunitarie con filiali/succursali nell’UE che generano ricavi superiori a € 150 milioni e soddisfano altri criteri dimensionali.

Sono obbligati alla rendicontazione anche gli Enti di interesse pubblico quali banche, assicurazioni e altre entità già soggette a DNF (Dichiarazione Non Finanziaria).

Il rinvio dei termini di rendicontazione

Il decreto legge Economia n. 95/2025, rinvia di due anni il termine per l’entrata in vigore degli obblighi in materia di rendicontazione di sostenibilità.

Tali obblighi, infatti, si applicheranno alle imprese di grandi dimensioni e alle società madri a partire dall’esercizio avente inizio il 1 gennaio 2027 (non più 2025), e alle piccole e medie imprese quotate, ad eccezione delle micro imprese, dall’esercizio avente inizio il 1 gennaio 2028 (non più dal 2026).

Cosa va rendicontato

Le informazioni devono essere incluse nella relazione sulla gestione, in una sezione apposita, e depositate in formato elettronico, sul sito aziendale e al Registro delle Imprese entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio

Principali contenuti richiesti:

  • Strategia aziendale legata alla transizione sostenibile e all’Accordo di Parigi
  • Obiettivi temporali in ambito ESG
  • Ruolo e governance della sostenibilità
  • Politiche e incentivi attuati
  • Due diligence su impatti negativi potenziali/effettivi lungo la catena del valore
  • Rischi legati alla sostenibilità e loro gestione

Inoltre, è introdotto il principio di doppia materialità: le aziende devono rendicontare sia l’impatto sull’ambiente/società (materialità esterna), sia come i temi ESG influenzano i risultati finanziari (materialità interna).

Devono inoltre conformarsi agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), suddivisi in principi trasversali, tematici e specifici di settore.

Verifica, responsabilità e sanzioni

La rendicontazione deve essere sottoposta a attestazione di conformità da un revisore legale dei conti (o revisore della sostenibilità).

Sanzioni e responsabilità

  • Gli amministratori sono direttamente responsabili della conformità dei contenuti, con obbligo di diligenza e professionalità
  • Nei primi due anni, il regime sanzionatorio è relativamente moderato, con limiti massimi (es. fino a € 125.000 per società di revisione e € 50.000 per revisori della sostenibilità), tuttavia, alcune fonti segnalano possibili sanzioni molto più elevate (fino a € 2,5 milioni) nonchè anche penali, specialmente in caso di violazioni gravi.

 

GU Serie Generale n.184 del 09-08-2025

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 30 giugno 2025, n. 95

Testo del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 149 del 30 giugno 2025), coordinato con la legge di conversione 8 agosto 2025, n. 118 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il finanziamento di attivita’ economiche e imprese, nonche’ interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali».

CLP e ADR: classificazione delle miscele di piombo.

A partire dal 1° settembre 2025 entra in vigore un aggiornamento del CLP per la classificazione del piombo massivo e della polvere di piombo.

Il piombo diventa pericoloso per l’ambiente.

Il piombo sotto forma di polvere di piombo (diametro delle particelle < 1 mm) e di piombo massivo (diametro delle particelle ≥ 1 mm) diventa pericoloso per l’ambiente.

Dal 1 settembre 2025 entra in vigore il Regolamento Delegato (UE) 2024/197 che costituisce il XXI ATP al Regolamento CLP, che tra le varie disposizione prevede che il piombo presente in miscela solida, come piombo massivo o polvere di piombo, sia classificato come pericoloso per l’ambiente.

Questo fa si che alcune leghe contenti piombo, quali l’ottone, saranno soggette all’ADR per il trasporto di merci pericolose

Da tale disposizione sono esclusi gli articoli.

Il trasporto del piombo sarà soggetto all’ADR.

Per il trasporto del piombo nelle forme suddette la classificazione da applicare al trasporto ADR sarà la seguente:

classe 9, UN 3077 MATERIA PERICOLOSA PER L’AMBIENTE, SOLIDA, N.A.S.

Le conseguenze di questa modifica sono molteplici sul piano della logistica dei trasporti, sulla loro sicurezza e sulle condizioni contrattuali di trasporto da parte di tutti gli operatori coinvolti nel trasporto
delle merci pericolose; per gli operatori del settore sono previsti obblighi e sanzioni in caso di non conformità alle prescrizioni.

Leggi REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2024/197 DELLA COMMISSIONE
del 19 ottobre 2023 che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 per quanto riguarda la classificazione e l’etichettatura armonizzate di determinate sostanze

Novatech è partner delle aziende per i trasporti di merci pericolose soggette all’ADR.
Contatta il nostro professionista esperto per informazioni e chiarimenti.

ADR: nuove regole per i corsi di formazione dei conducenti.

Importante aggiornamento nel settore della formazione obbligatoria erogata attraverso corsi rivolti ai conducenti di veicoli abilitati al trasporto di merci pericolose su strada (ADR).

Nuove regole per i  percorsi formativi, per gli organismi di formazione e per i docenti.

Il Decreto 16 maggio 2025 del MIT ( Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) stabilisce le nuove regole per la formazione, l’erogazione dei corsi, i docenti e gli uffici della motorizzazione con riferimento all’ADR.

Il decreto si inserisce in un processo di armonizzazione con le norme europee e mira a elevare la qualità dei percorsi formativi, offrendo maggiori opportunità per gli utenti che spesso si rivolgevano a percorsi formativi erogati all’estero.

Una delle principali novità è l’ampliamento dei soggetti che possono erogare i corsi ADR. Accanto agli organismi già autorizzati, potranno accreditarsi anche:

  • Associazioni di esperti in trasporto merci pericolose, attive da almeno 10 anni nel campo della formazione, a condizione che rispettino i requisiti previsti dall’art. 5 del decreto 2006.

Per i docenti abilitati all’insegnamento sono previsti come titoli:

  • Laurea in chimica, ingegneria o equipollenti;
  • Certificato di consulente per la sicurezza nel trasporto di merci pericolose, valido e riferito alle stesse materie oggetto del corso.

GU Serie Generale n.120 del 26-05-2025

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO 6 maggio 2025
Modifica del decreto 6 ottobre 2006, che regolamenta le modalità  di erogazione dei corsi per la formazione professionale dei conducenti dei veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose su strada.

CAM: aggiornamenti per servizi di ristoro, acqua potabile e per servizi di gestione rifiuti urbani.

Sono stati aggiornati i Criteri Ambientali Minimi  (CAM) relativi ad alcuni settori degli acquisti e servizi della Pubblica Amministrazione.

CAM per punti di rifornimento di cibo e bevande e di acqua potabile

Con D.M. 9 aprile 2025 vengono aggiornate le specifiche tecniche, per la parte di Criteri Ambientali Minimi, degli appalti relativi ai seguenti servizi:

  • servizi di ristoro con installazione e gestione di distributori automatici di alimenti, bevande e acqua;
  • gestione del punto di ristoro (servizio bar);
  • preparazione e somministrazione di panini;
  • fornitura, installazione e gestione di case dell’acqua o lavori per la realizzazione di punti di accesso all’acqua di rete per uso potabile.

I CAM hanno lo scopo di ridurre al minimo, in questi servizi, la produzione di rifiuti e gli sprechi e di promuovere la filiera corta, il biologico e il fresco.

Il nuovo decreto abroga il previgente DM del 6/11/2023.

Qui il testo del D.M. 9 aprile 2025

Aggiornamento dei «Criteri ambientali minimi per gli affidamenti relativi ai servizi di ristoro e alla distribuzione di acqua di rete a fini potabili», di cui al decreto 6 novembre 2023

CAM per i sevizi di gestione integrata dei rifiuti.

Anche nel settore degli appalti di affidamento dei servizi di gestione dei rifiuti urbani vi è un aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi

Il decreto 7 aprile 2025, pubblicato lo scorso 19 aprile in Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il prossimo 18 giugno e andrà a sostituire il previgente decreto del 3 dicembre 2022.

Il campo di applicazione del decreto copre tutte le procedure pubbliche per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e per il servizio di pulizia e spazzamento, con l’obiettivo di:

  • favorire la riduzione complessiva degli impatti ambientali correlati
  • garantire la prevenzione della produzione di rifiuti
  • massimizzare la qualità e quantità della raccolta differenziata
  • promuovere l’utilizzo di beni riciclati o contenenti materia riciclata
  • ridurre l’impronta ambientale dei trasporti.

Leggi il D.M. 7 aprile 2025

Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, del servizio di pulizia e spazzamento stradale, della fornitura dei relativi veicoli e dei contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani (CAM gestione rifiuti).

Gestione pannelli fotovoltaici a fine vita

Novatech collabora con installatori di pannelli fotovoltaici, offrendo soluzioni per la gestione dei moduli a fine vita.

Quando un impianto fotovoltaico viene aggiornato o sostituito, i pannelli dismessi devono essere smaltiti secondo le normative vigenti. Non basta dismetterli: bisogna farlo in modo conforme e responsabile.

Cosa facciamo per gli installatori?

✔️ Assicuriamo il corretto smaltimento dei pannelli, garantendo la conformità alle disposizioni di legge.
✔️ Gestiamo tutta la documentazione obbligatoria richiesta dal GSE, inclusi i formulari di trasporto (FIR) e la dichiarazione di avvenuto trattamento.
✔️ Forniamo supporto completo per evitare sanzioni e tutelare l’ambiente.

Perché scegliere noi?

  • Collaboriamo esclusivamente con installatori, semplificando il lavoro sul campo.
  • Garantiamo il rispetto delle normative, trasformando un obbligo in un’opportunità di valore per i vostri clienti.
  • Vi aiutiamo a dimostrare che ogni modulo è stato trattato nel rispetto degli standard più elevati.

La tua priorità è installare il futuro, la nostra è smaltire il passato.
Affidati a noi per una gestione professionale e sostenibile dei pannelli fotovoltaici.

Per maggiori informazioni e per preventivi sul servizio contatta i nostri uffici:

tel. 049 8936673

commerciale@novatech-srl.it

LinkedIn